Le motivazioni che hanno spinto il Consiglio di Amministrazione della Banca a costituire la “Fondazione” sono rappresentate dal bisogno di meglio qualificare l’impegno sociale che, in affiancamento a quello istituzionale, Banca Popolare Pugliese ha da sempre profuso a sostegno del territorio, attraverso l’assunzione diretta e indiretta di molteplici iniziative a sfondo sociale, al fine di completare, così facendo, il proprio impegno a favore delle comunità in cui è inserita. Il Presidente  Vito Primiceri

 


Fondazione Banca Popolare Pugliese “Giorgio Primiceri” – Onlus

Costituita per iniziativa della Banca Popolare Pugliese, la Fondazione Banca Popolare Pugliese “Giorgio Primiceri” – Onlus, in forma abbreviata <<Fondazione BPP “G.Primiceri”-Onlus>>, è un ente non profit privato e autonomo che svolge la sua attività ed opera nei settori dell’assistenza sociale e socio sanitaria, della beneficenza, dell’istruzione, della promozione e valorizzazione dei beni culturali, della tutela e valorizzazione dell’ambiente, della promozione della cultura e dell’arte, della ricerca scientifica di particolare interesse sociale, attuando e sostenendo iniziative in tali ambiti, a sostegno del tessuto civile e sociale del territorio di riferimento della Banca Popolare Pugliese e, in particolare, di quello pugliese.

La Fondazione concentra attività e risorse nei seguenti ambiti:
– Arte, attività e beni culturali
– Educazione, Istruzione, Formazione e Ricerca
– Salute pubblica / Solidarietà

 

GIORGIO PRIMICERI

Nasce a Matino il 23 aprile 1902; si laurea in Economia e commercio nel 1925 all’Università Commerciale Luigi Bocconi e, subito dopo la laurea, giovanissimo, inizia la sua attività professionale come direttore del Consorzio Agrario Cooperativo di Matino, ente nato nel 1899.

All’attività consortile, che prevede iniziative a favore degli agricoltori, comprese le operazioni di credito agrario, imprime ben presto rinnovata vivacità e spirito imprenditoriale.

Sono gli anni delle grandi crisi, da quella che prolunga sul nostro Paese gli effetti della Grande Guerra  a quella che proviene dagli Stati Uniti e che travolge anche le economie europee. Il Sud, sempre strutturalmente debole, ne risente pesantemente e le società cooperative tentano, come possono, di arginare i pesanti disagi di larghi strati della popolazione, primi fra tutti quelli degli agricoltori. Sono gli anni in cui le parole e le dichiarazioni d’intenti non bastano a sfamare la gente, occorrono azioni concrete, accorrono aziende che sanno  stare sui mercati, occorre flessibilità di adattamento alle mutevoli condizioni, occorre infine il coraggio di agire, anche rischiando in proprio.

Giorgio Primiceri ha e dispiega queste doti, mettendole a disposizione della giovane azienda.  Manifesta subito la capacità, che lo accompagnerà per tutta la vita di uomo  d’azienda, di utilizzare la sua posizione, nella salvaguardia degli interessi dei soci e dei depositanti, come strumento di promozione economica e sociale e come mezzo per consentire a chi avesse dimostrato di averne le capacità di lanciarsi nel mare aperto dell’attività imprenditoriale.

Lo strumento di cui disponeva, il Consorzio, rischiò per un Decreto Legge dell’autunno del 1938 di scomparire, confluendo nei neonati Consorzi Agrari Provinciali. A quel punto con molto coraggio e rischio anche personale (siamo in pieno fascismo!) difese l’autonomia del Consorzio scindendolo in due aziende, la Cooperativa fra Produttori Agricoli di Matino, che assunse la gestione delle attività commerciali ed industriali legate all’agricoltura, e la Banca Agricola di Matino, che assunse la gestione delle attività di raccolta del risparmio e di concessione del credito.

Quando si conclude su un deserto di macerie fumanti il Secondo conflitto mondiale, la Banca è li per fare il possibile in un mare di bisogni e di miseria. Ma, si sa, il popolo italiano dimostrò allora grandi capacità di riscatto e tutta la Nazione diventò un cantiere! La piccola Banca Agricola di Matino operò con coraggio e lungimiranza nel Salento per incoraggiare il risparmio e promuovere le iniziative imprenditoriali.

Comincia da lì la crescita accentuata dell’Azienda, scollinando il boom economico che pervadeva il Paese!

Sotto la sua guida, nel corso degli anni questa crescita si manifesta anche attraverso operazioni di fusione con una Cassa Rurale ed altre Banche Popolari:  la Cassa Rurale di Taviano, prima, la Banca Popolare San Lazzaro di Lecce, dopo, e da ultimo la Banca Popolare di DD.PP. di San Pietro Vernotico. La Banca Agricola di Matino divenne così prima Banca Agricola Popolare di Matino e Lecce e dopo Banca Popolare Sud Puglia.

I semi messi a dimora su di un terreno apparentemente  duro e sterile hanno poi continuato a dare frutti perché ad otto anni dalla sua morte altri raccolsero i frutti di quella semina e, dalla fusione della Banca Popolare Sud Puglia e della non meno ricca di storia Banca Popolare di Lecce, nacque la Banca Popolare Pugliese.

Lasciò la direzione della Banca il 1 gennaio 1972, dopo  47 anni ininterrotti di direzione, e ne divenne presidente fino al 1° marzo 1984. Morì poco più di due anni dopo, il 26 luglio 1986!

Sono passati ventisette anni dalla morte di Giorgio Primiceri e la Banca ha dimostrato di aver imparato a camminare anche senza di lui. Resta immutato, però, il valore dell’opera dei fondatori: una banca che, pur avendo cambiato nel tempo denominazioni e strumenti di lavoro, ha conservato immutato lo spirito originario: favorire e sviluppare le attività produttive locali, specie quelle minori, attenta sempre a prestare ascolto a chi ad essa si rivolge.

<<Ma torniamo all’uomo.

Il saldo dei conti del dare e dell’avere dell’esistenza di un uomo  non risulta dalla semplice somma di numeri.  E’ uno spartito più complesso, con dati percepibili in un ordito in continuo sviluppo, in un’etica imprenditoriale come forza della volontà e come radice intellettuale che è per tutti rigoroso punto di riferimento.

Profondamente cristiano, Giorgio Primiceri ebbe del lavoro e dell’impegno civile un rigoroso concetto calvinista nel senso del perseguimento di un’etica della responsabilità volta al benessere della comunità come dovere imprescindibile della classe dirigente. Anticipatore di tematiche ancora attuali, seppe stimolare arti e mestieri, diete  grande fiducia a chi si indirizzava all’impresa, credette nella funzione sociale e vivificatrice del risparmio. Amò sempre i giovani esortandoli ad avere coraggio e a giocarsi le proprie carte.

Quanta imprenditorialità ha suscitato? Quanta materia grigia ha valorizzato? Quante coscienze in bilico ha incoraggiato? Quanti gli devono la pelle nuova e moderna che poi hanno indossato?

Resta, ora, il vuoto lasciato dall’uomo, perché uomini di questa caratura sono, a modo loro, spiriti solitari, ma non  il vuoto della sua azione e della sua testimonianza>> (Aldo Bello).

* * * * * *

E’ per ricordare quest’uomo, la cui storia personale è così fortemente intersecata con quella della Banca,  che il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare Pugliese ha deciso di accomunarne il nome a quello dell’azienda di credito nella neo costituita <<FONDAZIONE BANCA POPOLARE PUGLIESE “GIORGIO PRIMICERI”-Onlus>>.