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Due ospiti azzurri per la puntata di questa settimana del talk di Atletica TV, a cura dell’Area Comunicazione FIDAL: la marciatrice bronzo mondiale e primatista europea della 50 km Eleonora Giorgi (Fiamme Azzurre) e il finalista mondiale dell’asta Claudio Stecchi (Fiamme Gialle) raccontano la loro ripartenza dopo il lockdown e le idee sulla stagione 2020. La puntata è in onda sulla pagina Facebook della Federazione Italiana di Atletica Leggera e su atletica.tv.

ELEONORA GIORGI – Lungo le vie di Milano è ricominciata la marcia di Eleonora Giorgi: “Per ora in strada e al parco, cercando di evitare gli orari di maggiore affluenza per evitare passanti e bambini in bicicletta – spiega la 30enne lombarda – Ho vissuto una sensazione di libertà, mi sembrava di essere al primo giorno di scuola. E per fortuna non c’è più la ‘caccia’ al runner che era diventato il capro espiatorio. Non sono ancora tornata ai ritmi pre-lockdown ma ho ripreso quasi a pieno regime e sabato scorso dopo un po’ di tempo ho rifatto una 20 km”. Distanza che sarebbe stata protagonista della seconda parte della sua stagione, in particolare ai Giochi di Tokyo, dove non è prevista la 50 km: “Mi è dispiaciuto tantissimo non poter marciare nella ‘cinquanta’ a Minsk nel primo weekend di maggio – osserva – l’obiettivo era ambizioso, scendere sotto le 4 ore”. Obiettivi che adesso sono da ricalibrare: “Intanto poter gareggiare sarebbe importante, per noi marciatori e anche per i maratoneti è più difficile rispetto agli atleti in pista. Immagino un periodo di ritorno alle gare tra ottobre e dicembre, vedremo in che modo”.

CLAUDIO STECCHI – “Ho mantenuto la forma fisica, non mi sembra d’aver perso niente e resto fiducioso”. Da Greve in Chianti (Firenze) parla Claudio Stecchi, 28 anni, quest’anno 5,73 nell’asta a Bordeaux in una delle prime uscite della stagione indoor. “Gareggiare? Ne ho parlato con i ragazzi che si allenano con me a Castelporziano, e anche con il gruppo di Formia, e sarebbe bello cominciare intorno a metà luglio: un’intera estate in bianco non avrebbe senso”. Nel 2020 stravolto dal Covid, anche a livello sportivo, vanno cercate nuove chiavi interpretative per la stagione agonistica: “Ho trovato interessante la sfida virtuale tra Duplantis, Lavillenie e Kendricks, ma spero davvero si possa tornare alle gare ‘normali’. Magari una ogni dieci giorni per non perdere l’aria della competizione, senza strafare in allenamento perché non si possono rischiare infortuni, ma mantenendo una media in gara di 5,70 e ‘azzardando’ qualcosa in più”.

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