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Roma – Una partita recente, resa ancor più attuale dal riaccendersi del dibattito intorno alla revisione della global-season del rugby internazionale: “Relive – le partite della nostra storia”, la rubrica che ogni sabato su Facebook e YouTube FIR propone partite simbolo delle Nazionali italiane, ci riporta questo fine settimana al novembre del 2018.

A Firenze, dove due anni prima gli Azzurri di Conor O’Shea hanno scritto una delle pagine più belle in novantuno anni di Italrugby, questa volta arriva la Georgia per il Cattolica Test Match che inaugura – dopo la parentesi di Chicago contro l’Irlanda – la stagione internazionale 2018/19 dell’Italrugby.

Una partita che la Nazionale della repubblica ex-sovietica ha chiesto a gran voce nelle ultime stagioni, dopo aver dominato dieci delle ultime dodici edizioni del Campionato Rugby Europe, la vecchia “Coppa Europa”, divenuto nell’immaginario collettivo una sorta di Sei Nazioni “B”.

Al “Franchi”, però, la maggior esperienza e solidità di Ghiraldini e compagni, dopo una partenza nervosa, si concretizza tra la metà del primo tempo e l’inizio del secondo: Campagnaro, Bellini e Budd scavano il divario prima che, al quarto d’ora della ripresa, una fuga al largo di Tommy Allan scriva la parola fine sull’incontro: 28-17 il finale, con due marcature italiane sfuggite di un soffio a rendere l’attivo italiano meno ampio della differenza mostrata sul campo.

Ottanta minuti da rivivere, ancor più in questi giorni, per poter riflettere sul quadro complessivo del panorama rugbistico internazionale.

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