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“Il provvedimento sul credito d’imposta sulle sponsorizzazioni sportive è di assoluta priorità per il rilancio della pallavolo italiana di vertice”. Mauro Fabris, presidente della Lega Pallavolo Serie A Femminile, ribadisce nel corso di un’intervista alla trasmissione “Tutti convocati” di Radio24 la necessità di un’azione urgente da parte del Governo per sostenere lo sport italiano.

“I rischi che abbiamo descritto nella ricognizione su più di 200 Società professionistiche e dilettantistiche, riguardo ai mancati introiti riscontrati a causa della pandemia e alle previsioni di ulteriori perdite economiche nel prossimo futuro, sono assai grandi. I Club di Serie A Femminile non si reggono sulla biglietteria o sui diritti televisivi, ma pressoché esclusivamente sugli sponsor e sugli investimenti di capitali degli imprenditori. In questo momento eccezionale, l’intervento sul credito di imposta sulle sponsorizzazioni costituirebbe uno stimolo e un sostegno per chi, pur riscontrando difficoltà di gestione aziendale, vorrebbe continuare a investire nello sport di vertice. Il provvedimento non può essere più differito, i nostri Club giorno per giorno ne attendono l’attuazione per poter presentarsi di fronte agli sponsor e chiedere supporto per proseguire l’attività sportiva”.

“In gioco c’è il futuro di Società letteralmente di base che hanno condotto la nostra disciplina sulle vette del mondo, a detenere il titolo delle tre competizioni europee e del Mondiale per Club – prosegue il presidente Fabris -. Il 10% di esse rischia addirittura di scomparire per l’insensibilità di un Governo per cui, è bene sottolinearlo, questo provvedimento è a costo zero. Non stiamo chiedendo l’elemosina, ma un intervento assolutamente ragionevole e in tempi certi. Per mia esperienza professionale, tutti i provvedimenti di defiscalizzazione hanno portato maggiori incrementi alle casse dello Stato”.

Quelli in corso sono giorni decisivi per il futuro dello sport italiano. Dopo una fase di elaborazione e di analisi degli emendamenti presentati in Commissione Bilancio, si arriverà alla stretta finale prima della discussione in Parlamento, attesa per il 3 luglio. “Il Ministero dell’Economia fa giustamente i conti dei mancati incassi sulle voci certe, ma non del denaro che i Club perderebbero nell’immediato futuro se il credito d’imposta non divenisse realtà. Rifiutare di applicare un provvedimento del genere – e invece approvare contributi a pioggia – significa non capire non soltanto il danno alle Società sportive e alle fatiche che gli imprenditori hanno sopportato per metterle in piedi e mantenerle, ma anche l’interesse reale dello Stato in termini di cassa”.

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