A testa alta contro un avversario fortissimo. Cantù è squadra di valore assoluto, oltre che di storia e tradizione. Ma la nobiltà è relativa se hai giocatori straordinari come l’americano McGee (31 punti), un atteggiamento difensivo che asfissia gli attaccanti avversari, un approccio autoritario che smorza ogni pretesa di chi hai di fronte. Ma HDL Nardò Basket ha giocato la sua partita fino in fondo, rendendola incerta sino a qualche possesso dalla fine, mettendo in vetrina un primo quarto di altissimo livello, sprofondando a -21 e poi rientrando in un amen a -5, facendo spesso di necessità virtù con un quintetto leggero e agile contro lo strapotere fisico di Acqua San Bernardo. È andata come la logica suggeriva, poteva andare meglio se solo Cantù non avesse imbroccato la serata perfetta dal perimetro e dalla lunetta (17 triple e 100% ai liberi), ma poteva andare anche molto peggio senza la generosa resistenza che i granata hanno messo sin dalla palla a due.
Coach Matteo Mecacci si tiene stretta la prestazione, paradossalmente migliore di quella contro Piacenza (che pure ha portato i due punti). “Innanzitutto – ha spiegato alla fine – complimenti a Cantù che ha fatto valere tutta la sua forza, pur priva di due giocatori importanti. A mio giudizio, anche se alla fine contano soltanto i due punti, la squadra ha giocato una partita molto migliore di quella di tre giorni fa. Dovevamo fare delle scelte oggi perché sia nei lunghi che nei piccoli c’era un mismatch continuo e quindi siamo andati ad intasare un po’ di più l’area visto che Cantù ha una certa forza nel pitturato. Poi hanno anche talento dal perimetro e stasera hanno tirato con percentuali più alte del solito. Avevamo bisogno invece che loro giocassero una gara normale dal perimetro, anche considerando l’assenza di Pagani. La squadra, però, non ha mai mollato, non era facile contro la loro pressione fisica. Certo, dobbiamo crescere nelle stupidate, qualche volta ci siamo incartati, purtroppo alcuni tiri ben costruiti non sono entrati e contro un avversario del genere fa tutta la differenza del mondo. Stiamo provando a giocare una pallacanestro di collaborazione, bisogna essere un po’ più bravi a muovere la palla quando i nostri terminali offensivi hanno più di un uomo addosso. In questa partita ci sono tanti demeriti di Nardò, ma soprattutto tanti tanti meriti di Cantù”.
Nessun rimpianto, dunque. Il bonus della corsa salvezza avrebbe fatto saltare il banco, ma a quattro giornate dalla fine tutto è ancora possibile. La trasferta di Livorno e il doppio impegno interno con Orzinuovi e Cento sono una chance. “Non abbiamo rimpianti stasera, credo che la squadra la partita l’abbia ben interpretata. Soprattutto alla luce della prestazione di tre giorni fa. Noi adesso – guarda avanti il coach granata – dobbiamo essere bravi a replicare questo tipo di partita, con questo atteggiamento, questa voglia e questa energia, nelle prossime. Pensiamo a Livorno, che avrà più tempo di noi per preparare la partita. Oggi i giocatori hanno giocato dei minutaggi non troppo impattanti, speriamo di recuperare Pagani per non dover andare con quintetti atipici, anche se oggi abbiamo fatto un break senza lunghi in campo. Sarà una partita difficile e molto importante. Vale doppio. Dobbiamo recuperare le energie”.
Bisogna stringere i denti e calarsi immediatamente nella realtà di una trasferta complicata, in casa di una rivale diretta che ha esperienza e giocatori bravi e che ha un palazzetto molto caldo. Resettare e ripartire, per un incrocio che – come dice Mecacci – vale doppio.