Se non sapessimo che la sua vita ha avuto una forte connotazione ed ispirazione all’individuazione e discernimento tra il bene e male e di seguito all’esigenza di usare la spada per distinguerli, non potremmo dare un senso alla sua militanza. C’è chi ricorda quasi come un ingenuo sognatore della politica. Secondo un sentito popolare la “Primavera pugliese” è stata creata da Michele Emiliano e Nichi Vendola. Tutto ciò è parzialmente vero. Furono Guglielmo Minervini, segretario della Margherita e Beppe Vacca, leader dei Democratici di Sinistra, a siglare quel patto di ferro che unì la sinistra dell’ex Dc all’ex partito comunista. Emiliano e Vendola sono arrivati dopo. Maturarono i frutti maturi di un’alleanza che ha cambiato la Regione. Minervini era una persona fedele ai valori e leale con gli uomini. Ma se si trovava ad un bivio, preferiva i primi, anche se non gli conveniva. Soltanto così si può spiegare la fermezza ma anche l’asprezza che lo portavano a litigare perfino con chi stimava o amava, pur di non arretrare rispetto a quello che riteneva più giusto fare in quel momento, dopo aver separato il bene dal male. Così sbattè la porta di un Partito Democratico in piena mutazione genetica. Per questo, e per molto altro, Guglielmo Minervini è passato dall’altra parte a occhi aperti. Morì a 55 anni il 2 agosto del 2016, per una malattia incurabile, troppo giovane, troppo brillante per andarsene così presto. I funerali celebrati dall’amico di una vita, don Tonio Dell’Olio, si tennero in forma privata nella Chiesa del convento dei cappuccini a Giovinazzo in cui parteciparono anche i compagni di politica, come l’ex governatore pugliese Nichi Vendola e l’europarlamentare Elena Gentile,insieme dal 2005 al 2015 nella giunta regionale, c’era anche il regista salentino Edoardo Winspeare. Non era un monaco, né un boy scout, né un attivista di una ong. Era un bravissimo amministratore della cosa pubblica (chiamasi politico,ndr)dotato di competenza economica e sociale. È stato sindaco di Molfetta dal 1994 al 2000. Assessore nei governi Vendola dal 2005 al 2015 ai giovani e lo sport ha introdotto numerose politiche pubbliche innovative. Promosse in partenariato con la provincia di Lecce il progetto “I Giovanissimi del Salento”. Il programma rivolto ai giovani “Bollenti spiriti’ è stata la più fruttuosa operazione amministrativa della Regione Puglia negli ultimi vent’anni. Il suo architetto è stato GUGLIELMO MINERVINI. Era riuscito a fare tre cose tutte insieme: redistribuire reddito finalizzato alla creazione di imprese; azzerare clientele e comparaggi; stabilire il principio che i soldi devono essere dati a chi è bravo, ha un’idea, la realizza. Quasi un miracolo. Egli incarnava uno dei massimi principi teologici del cattolicesimo e cioè il discernimento tra _bonum et malum_.La sua rimane una lezione, comunque la si pensi, ha incarnato il senso della missione politica del buon cristiano, ma anche del buon amministratore di una grande comunità come quella pugliese. Di quella stagione ora non rimane più nulla, solo ricordi, di chi ha vissuto quell’epoca, di chi di quei germogli ne ha saputo tramutare in progetti concreti, e chi gli valorizzati nel tempo.

Michele Giannotta

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