Nicola Apollonio, giornalista di lungo corso, salentino originario di Aradeo, direttore del periodico “L’Espresso Sud”, racconta un aneddoto romano negli anni sessanta con Pippo Baudo.
“Nicola paroliere di una canzone che verrà musicata dal grande Mimmo Modugno, il sodalizio con il giovane siculo nativo di Militello di Val di Catania, Pippo Baudo, con cui si scambiarono idee, preghiere e speranze; l’amicizia con Lando Buzzanca insieme sulle spiagge del Lido di Ostia, l’esclusiva intervista concessa da Sergio Leone, ancora all’ epoca semisconosciuto, che diverrà il geniale inventore degli spaghetti western, e il grande regista di “C’era una volta in America”.
Quelli sono gli anni in cui Roma smette di essere “una città di provincia attraversata dagli stranieri”, – come aveva scritto un secolo prima Saint-Beauve, la Roma sublime e stracciona di Gioachino Belli, cuore della cristianità immiserita a borgo, Gerusalemme e Babele, stalla e chiavica der monno; non è neppure la Roma delle portinerie di Trilussa, né quella torbida dei Racconti di Moravia, o quella cruda dei Ragazzi di vita di Pasolini”.
Era la Roma della “dolce vita” , con Marcello Mastroianni e Rino Barillari a far da stelle nelle sue eterne notti fatte di mondanità e creatività.
Baudo nel 2004 venne nel Salento, a Tuglie inaugurando il “Museo della Radio”, lui che tra l’ altro l’ aveva anche fatta.
Tredici conduzioni del Festival di Sanremo, è stato un presentatore, un autore, talent scout, ha nobilitato il costume nazionalpopolare.
Resterà nella storia della televisione italiana
Nel ricordo di Pippo Baudo.
