Nell’ estate del 2008, la Giunta presieduta dal sen. avv. Giovanni Pellegrino, la Provincia di Lecce riconfermò la sponsorizzazione del Lecce Calcio del compianto Giovanni Semeraro, con la presenza sulle maglie giallorosse del logo del marchio d’area ” Salento D’Amare” insieme al ragnetto che faceva riferimento alla “Notte della Taranta” e di conseguenza all’ Unione della Grecia Salentina che ne organizzava l’evento, nonché la mezzaluna con uno stanziamento di 900 mila euro da parte dell’ente provinciale con il supporto della Regione Puglia.
L’allora presidente Pellegrino auspicava il coinvologimento di almeno 250 aziende locali, con la sottoscrizione di un un partnenariato mirato al marketing “glocal”, con il versamento di 10 mila euro per ogni entità aziendale, in modo da sostenere il progetto Lecce nella massima serie.
Sarebbe un’iniziativa da proporre ed attuare ai giorni nostri; una rete di attori privati ma anche pubblici in modo da dare oltre che un contributo finanziario alle casse della società di Via Colonnello Costadura, anche una connotata politica di promozione del territorio, delle sue eccellenze, ad essa collegata.
Una sinergia del comparto pubblico-privato con il Lecce significa innanzitutto rinforzare il modus identitario della società. Un club di investitori oltre che di azionisti del posto darebbe maggiore impulso all’ impegno nel programmare e tutelare il calcio di casa nostra da speculazioni aggressive e passioni senza “anima” da parte di fondi finanziari stranieri, i quali si stanno impadronendo senza colpo ferire del pallone italiano. Quindi non è soltanto una questione di strutturare finanziariamente il club più importante attualmente in Puglia ed in tutto il meridione parimenti ai campioni del Napoli; ma è forse molto più probabilmente la resilienza di un popolo di tifosi molto attaccati alla maglia giallorossa come una seconda pelle, di poter avere una società e la sua relativa amministrazione salentina doc, di sentirsi orgogliosi di una “casa propria”, in modo da competere nei migliori modi con ricche e spesso opache realtà “americane”, “thailandesi”, “cinesi”, e via discorrendo.
Una sorta di tutela del made in Italy, se vogliamo usare un termine tanto in voga di questi tempi.
Diciamolo è un’ impresa titanica ma non impossibile.
Ritornando al ragnetto e la Mezzaluna, essi comparvero quindi sulle maglie dei calciatori giallorossi nella stagione sportiva 2008/2009; proprio la Mezzaluna a cui faceva riferimento Pellegrino è il simbolo del mondo islamico, con la quale la sua azione politica mirava attraverso lo sport a contribuire ad intavolare un dialogo per la pace tra i popoli.
A distanza di 17 anni , questi rimangono intenti ed auspici con priorità assai diverse, quanto mai attuali sia in termini sportivi che geopolitici.
