Sono passati dieci anni, da quando un gruppo di giovani professionisti ed imprenditori salentini si proposero di rilevare l’Unione Sportiva Lecce dalla Famiglia Tesoro da Spinazzola ma trampianti a Bergamo.
Il primo passaggio avvenne il 22 giugno 2015.
La firma del preliminare, che segnava il passaggio di consegne tra il patron degli ultimi tre anni, Savino Tesoro, e il gruppo di imprenditori che avevano deciso di investire nel calcio e rilanciare il destino della squadra giallorossa, fu posta un lunedì, giorno 22 giugno 2015.
La negoziazione fu seguita dallo Studio De Vitis & Associati, nelle persone del founding partner Prof. Avv. Salvatore De Vitis e dell’associate Avv. Gabriele Potenza, con la redazione del testo contrattuale che condensava le intese raggiunte dalle parti.
Lo studio si occupò anche di negoziare la governance tra i vari gruppi di soci coinvolti.
Dopo un incontro durato sei ore, fu scaturito nello studio del professionista leccese che per conto di 4 persone giuridiche distribuì il capitale sociale del Lecce a più imprenditori salentini.
Il passaggio definitivo avvenne alla fine del 2015, dopo che si erano materializzati i crediti vantati dal Presidente Savino Tesoro a conferma che la forbice era realmente di 600 mila euro rispetto i debiti evidenziati dai documenti contabili.
Furono sottoscritti i primi impegni per assicurare l’iscrizione e la fideiussione per il campionato di serie C.
L’architettura tecnica annoverava tre pilastri che dovevano disciplinare un preciso programma di governance. Il primo era quello rappresentato da Enrico Tundo: già componente del consiglio di amministrazione, era la figura imprenditoriale di riferimento del nuovo progetto.
Attivo nel settore dei trasporti, è leader di un’azienda presente in molte città italiane.
Fu formata poi una società a responsabilità limitata, formata da una decina di soci la cui identità fu resa nota a ridosso della firma del contratto definitivo che avvenne il 9 novembre di quell’anno a parte quella dello stesso Saverio Sticchi Damiani.
Il terzo sostegno del progetto societario vedeva la presenza di Salvatore De Vitis (esperto di diritto commerciale) e Fernando Aiello (quest’ultimo era deputato del Pd, è l’unico membro del nuovo corso non originario del Salento, ma insieme alla sua famiglia vantava un legame datato con il territorio).
In posizione esterna vi erano altre figure professionali, come quella del docente universitario in materie economiche, Stefano Adamo, che ha affiancato Sticchi Damiani nell’analisi della situazione contabile del club e che potrebbe assumere un ruolo di rilievo in una seconda fase.
Il passaggio delle quote societarie avvenne il novembre 2015 alle ore 17.30 presso lo studio del Notaio Rocco Mancuso, in Via 47mo Reggimento Fanteria.
Contestualmente fu anche nominato il Consiglio di Amministrazione che guidò la società giallorossa.
La carica di presidente fu affidata all’azionista di riferimento, Enrico Tundo che si avvalse della collaborazione di due vice: il prof . Stefano Adamo, che nel corso delle trattative era stato incaricato di esaminare i conti ed il manager bancario Corrado Liguori.
A comporre, inoltre il Cda ci furono: Il professore di Diritto Commerciale dell’Ateneo Salentino, Salvatore De Vitis e il dott. Paolo del Brocco.
Nominato anche il collegio Sindacale che fu presieduto dal dott. Donato Maria Pezzuto e composto dal dott, Giuseppe Tamborrino e la dottoressa Maria Rosaria Bianco.
A fare da sindaci supplenti furono chiamati la dott.ssa Lauretana Fasano e il Dott. Luigi Puzzovio.
Saverio Sticchi Damiani (l’Avvocato che tanto si era prodigato nel tentativo di salvare il calcio a Lecce) fu eletto Presidente onorario.
Video di Luca Zollino ” Lecce Calcio Story”, tratto dall’archivio di TeleRama News.
