Occupandosi di diritto pubblico e amministrativo si trova spesso dinanzi alla delicata questione del bilanciamento tra gli interessi pubblici e privati.

E’ proprio questa specializzazione che gli ha consentito, con l’esperienza, di arricchire le competenze in materia.

Laurea in giurisprudenza alla Sapienza di Roma, Gianluigi Pellegrino 58 anni, vanta una parentesi da assessore comunale a Lecce, una grande passione per il giornalismo, due studi legali, uno nella capitale dove vive tuttora e un altro nel capoluogo salentino.

La sua storia famigliare è propedeutica a rintracciarne le origini della sua passione professionale e civile.

Suo padre Giovanni, avvocato come il figlio, è stato parlamentare per il Partito comunista e per il Pds dal 1990 al 2001. Undici anni nel corso dei quali ha ricoperto ruoli molto delicati: presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sulle stragi, della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e membro della commissione bicamerale per le Riforme di dalemiana memoria. Nel 2004, tornato nella sua Lecce, fu eletto alla presidenza della Provincia  ritirandosi, a fine mandato nel 2009, con la frase di congedo rimasta ai posteri: ” D’ora in poi giocherò da mediano”.

Una metafora calcistica a sigillare la conclusione del suo impegno nella politica attiva.

«Da mio padre, oltre alla passione per il diritto, ho ereditato una certa sensibilità rispetto a questi temi – confesserà tempo fa Gianluigi Pellegrino – Lui l’ha tradotta nel suo impegno politico, io cerco di applicarla con il mio impegno civile».

Trapiantato oramai da 25 anni nella Capitale, la Regione Lazio con Decreto del Presidente della Regione Nicola Zingaretti datato 8 settembre 2020 lo ha nominato nuovo Commissario dell’ISTITUTO A.C. JEMOLO, ente di studi giuridici.

Ha seguito in prima persona l’intero iter burocratico per la realizzazione del nuovo stadio della Roma, che sorgerà a Pietralata.

Il progetto è stato presentato al Campidoglio dalla società giallorossa. Conterrà 60.605 spettatori e ci vorranno 37 mesi per costruirlo. Costerà un miliardo e 377 milioni di euro e avrà due parchi da quasi 120 metri quadri totali. Oltre a 2.280 parcheggi per auto nelle adiacenze e 2.897 lungo i nodi di scambio, tre ponti e un indotto totale che supera i 3,3 miliardi di euro.

La Roma ha depositato la bozza della convenzione che per 90 anni legherà lo stadio a quelle aree. Il Comune, mantenendo il diritto di proprietà dei terreni, cede alla Roma il diritto di costruirvi sopra e gestire i proventi del costruito. Il computo finale del totale degli spettatori è di 60.605 persone. La curva sud ne potrà ospitare 22.769, la struttura sarà più alta rispetto alla nord di 9 metri e tutti i 22 ingressi saranno ispirati ai 22 rioni storici della città, da Trevi a Prati. Nel progetto i parchi sono due. C’è il Parco centrale e il Parco Pubblico.

Vi è anche un’altra passione che porterà il legale salentino ad impegnarsi nel corso della sua carriera professionale in maniera concreta, quella per il giornalismo.

L ‘Avvocato Gianluigi Pellegrino per tutti ” Giangi”, ha collaborato con il giornale ” la Repubblica” fondato da Eugenio Scalfari, proprio quest’ultimo lo aveva preso molto a benvolere.

Il quotidiano ” la Repubblica” in questi giorni ha festeggiato i suoi primi 50 anni di attività editoriale”: il suo debutto in edicola risale a mercoledì 14 gennaio 1976. Si presenta al pubblico con un formato di tipo berlinese.

Il primo numero di Repubblica constava di 24 pagine e in prima il 14 gennaio 1976 aprì con il titolo ‘L’incarico a Moro ma la sfida è sull’economia’ riferendosi ai problemi che doveva affrontare il quarto governo guidato da Aldo Moro. Il prezzo del quotidiano era di 150 lire.

Il quotidiano nasce dall’iniziativa di Eugenio Scalfari, già direttore del  settimanale l’Espresso.

Il nome viene scelto in omaggio al piccolo giornale lusitano che nel 1974 aveva dato voce alla “rivoluzione dei garofani”. Scalfari coinvolgerà alcuni dei suoi colleghi fidati come Gianni Rocca, Amedeo Massari nel ruolo di direttore amministrativo, Giorgia Bocca, Sandro Viola, Miriam Mafai , Natalia Aspesi, Corrado Augias Edgardo Bartoli, Giorgio Forattini giusto per citarne alcuni. La redazione occupava appena quattro stanze, in via Po 12 a Roma, sede anche dell’Espresso.

Ora a distanza di mezzo secolo i giornalisti di Repubblica sognano la fondazione, un modo per risolvere l’impasse attorno alla cessione del giornale (e di ciò che resta di Gedi) dalla famiglia Elkann-Agnelli proprietaria della testata all’armatore greco Kyriacou, presidente del gruppo mediatico di Antenna il possibile acquirente. Il Comitato di redazione di largo Fochetti ha avanzato la sua proposta.

Che ricalca l’assetto editoriale alla base di alcuni dei quotidiani più prestigiosi in Occidente.

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