Pubblichiamo una bellissima ricerca di Michele Mariano, storico galatonese vertente la storia della Banca Leuzzi &Megha che ha segnato parte di un’epoca fatta di crescita sia economica che sociale; il calcio in tal senso ne è stato un valido testimone.

Fondata nel 1925 e con sede legale a Galatone, essa rappresentò per decenni uno dei pilastri del sistema bancario locale, in un’epoca in cui la penisola salentina vantava la più alta concentrazione italiana di banche private a conduzione familiare. In quel panorama vivace e radicato nel territorio, la Leuzzi & Megha figurava tra gli otto istituti più prestigiosi, le celebri “otto sorelle” del credito salentino come Banca Tamborino, Banca Tamborino Sangiovanni, Banca Arditi Galati , Banca Agricola Salentina, Banca Vallone, Banca Mongiò e Banca Venturi.

La storia della banca ebbe inizio il 26 maggio 1925, quando Gaetano Vaglio e Tommaso Leuzzi, entrambi ricchi proprietari terrieri e immobiliari, decisero di fondare un istituto di credito in forma di società in nome collettivo. La banca, inizialmente chiamata Banca Vaglio & Leuzzi, nacque con uno scopo ben preciso: aiutare i numerosi mezzadri e contadini della zona, offrendo loro un sostegno finanziario in un’economia fortemente legata ai ritmi dell’agricoltura. Il primo domicilio dell’istituto fu stabilito a Galatone, in via Francesco Rubichi.

I primi anni di attività scorsero senza particolari scossoni, seguendo la naturale stagionalità del lavoro agricolo. Tuttavia, già dopo poco tempo, i fondatori lasciarono il testimone ai loro discendenti. Alla morte di Gaetano Vaglio subentrarono i figli Antonio, Giovanni e Cristina, mentre Tommaso Leuzzi cedette il suo cinquanta per cento alla figlia Gina, che avrebbe ricoperto il ruolo di coamministratrice per oltre quarant’anni.

Con il passare degli anni, anche Antonio e Giovanni Vaglio decisero di cedere le proprie quote a Nicola Megha, che nel frattempo aveva sposato Cristina Vaglio. Fu allora che l’istituto assunse definitivamente il nome di Banca Leuzzi & Megha, segnando una nuova fase della sua storia.

Nel 1949, la morte di Cristina Vaglio, titolare di una quota del 14%, portò a un’ulteriore riorganizzazione dell’assetto proprietario. Il cinquanta per cento detenuto dalla famiglia Megha venne suddiviso tra i figli: il 26% ad Attilio, il 12% al fratello Fernando e il restante 12% alla sorella Rosa, che cedette successivamente la sua quota ad Attilio. L’altro cinquanta per cento rimase invece saldamente nelle mani di Gina Leuzzi.

Un passaggio significativo avvenne nel 1987, quando la banca si trasformò in società per azioni. L’anno successivo, nel novembre 1988, Fernando Megha decise di ritirarsi e, in virtù del diritto di prelazione, la sua quota venne acquisita da Attilio Megha e da Gina Leuzzi. In quel momento, la composizione azionaria vedeva Gina Leuzzi al 57% e Attilio Megha al 43%.

Pochi mesi dopo, nel dicembre dello stesso anno, si verificò un’ulteriore svolta: Gina Leuzzi mise in vendita la sua partecipazione e Attilio Megha la rilevò interamente per una cifra pari a 22 miliardi di lire. Contestualmente, entrarono nell’azionariato anche alcuni piccoli soci con quote limitate. A oltre sessant’anni dalla fondazione, le due famiglie originarie erano ormai scomparse, con una sola eccezione simbolica e sostanziale: Attilio Megha, presidente in carica, era nipote del fondatore per linea materna. Fu l’inizio del declino.

Attilio Megha aveva iniziato a lavorare nella banca di famiglia a soli diciassette anni. Ne fu direttore per oltre vent’anni, poi amministratore delegato e infine presidente, ruolo che mantenne fino alla chiusura dell’istituto. Portava il nome dello zio, Attilio Alessandro Megha, illustre magistrato e per molti anni Presidente del Tribunale di Lecce, insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Prima della fusione per incorporazione del 1995 con la Banca del Salento, anche la quarta generazione della famiglia era già entrata in banca: Nicola e Cristina, figli di Attilio Megha, contribuivano all’attività dell’istituto, proseguendo una tradizione familiare ormai secolare.

Dal punto di vista territoriale, la banca rimase a lungo concentrata a Galatone, dove aveva la storica sede in Piazza Costadura, al civico 13. In seguito, l’espansione proseguì con l’apertura di sportelli a Sannicola, poi negli anni Settanta ad Arnesano e a Lecce, fino all’istituzione di un ufficio di rappresentanza a Taranto. Complessivamente, la rete arrivò a contare cinque sportelli.

La Banca Leuzzi & Megha svolse sempre una funzione chiara e coerente: sostenere l’economia locale, in particolare l’agricoltura, il commercio e, in misura minore, l’industria. Tuttavia, nel 1994 l’istituto venne commissariato dalla Banca d’Italia, sebbene in seguito sarebbe stato prosciolto dalle motivazioni che avevano portato a tale decisione.

Nel 1995 giunse l’epilogo di questa lunga storia. La Banca Leuzzi & Megha venne incorporata dalla Banca del Salento, che a sua volta sarebbe stata assorbita dal Monte dei Paschi di Siena. Nell’ultimo anno di attività, l’istituto registrò una raccolta diretta di circa 114 miliardi di lire e una raccolta indiretta pari a 45 miliardi, chiudendo così, con numeri significativi, una delle pagine più rappresentative della storia bancaria del Salento.

Tra le fotografie spicca quella che ritrae Attilio Megha, presidente della squadra calcistica NAGC Galatone (Nucleo Addestramento Giovani Calciatori), nell’anno 1963, in occasione della visita di un ospite d’eccezione: il Campione Nazionale Silvio Piola. L’immagine lo immortala durante una visita ufficiale presso il Comune di Galatone.

Allenatore della squadra era il compianto Gigi Rizzo, allora dipendente comunale. Poiché la società sportiva non disponeva di una sede sociale, la cerimonia di benvenuto si svolse presso la sede comunale.

Foto: collezione Cosimo Cleopazzo (Archivio Myboxtv

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