L’attaccante originario di Neviano si è trasferito a Chiavari in questa sessione invernale del calciomercato a titolo definitivo, proveniente dall’Audace Cerignola.
Ha già giocato una partita in serie B con la Virtus Entella.

Il giocatore salentino vanta una lunga carriera tra Serie C e Serie B, con 78 gol realizzati in 252 presenze tra i professionisti.
classe 1997, attaccante moderno da area e mezzospazio, bravo ad attaccare la profondità e aggressivo nei primi metri di pressing.

2) Numeri: 78 reti in 252 presenze tra Serie B e Serie C; in questa stagione, fra campionato e coppe, ha messo insieme per il Cerignola oltre 20 presenze con 6 gol complessivi fino a inizio gennaio, con indicatori di rendimento in linea con una punta che produce occasioni con continuità.

3) Adattabilità tattica: nel 4-3-3/4-2-3-1 di Chiappella, Cuppone può agire da riferimento centrale dinamico oppure da seconda punta che si smarca incontro per liberare il corridoio esterno all’ala forte. In alternativa, interpreta con naturalezza il ruolo di 9,5 in staffetta con un centravanti più strutturato.

4) Impatto immediato: la B è un campionato che punisce chi non capitalizza. La scelta di un attaccante già «formattato» per il calcio italiano, con conoscenza delle difese del Centro-Sud e un vissuto di partite pesanti, abbassa i tempi di ambientamento.
Ora la domanda sorge spontanea: perché a Cuppone non è stata data la possibilità sino adesso di poter giocare con un club di serie A, magari proprio con la maglia del Lecce, con il quale è cresciuto?

Noi di Giovanissimi del Salento ne abbiamo seguito la carriera sin dall’inizio, il suo percorso, le avversità del mestiere come i seri infortuni che ne potevano compromettere il suo aspetto agonistico.

Si è sempre saputo rialzare con grande umiltà e determinazione.

Ora alla soglia dei 30 anni questa chance la si può dare, dandogli la possibilità di misurarsi con calciatori della massima serie, con i quali secondo il nostro punto di vista non sfigurerebbe affatto.

Lungi dall’aspetto di eventuali critiche per favoritismi di sorta poiché il direttore sportivo giallorosso Stefano Trinchera è suo suocero, l’attaccante nevianese non ha nulla di meno come mezzi tecnici e fisici rispetto ai vari Banda, Stulic.

Misteri che questo mondo calciofilo non riesce a sciogliere.

Eppure servirebbero calciatori salentini a ridare un forte connubio identitario tra squadra e tifoseria, come ai bei tempi dei Moriero, Conte, Garzya…..

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