All’età di 73 anni, nella giornata di oggi, è mancato all’affetto dei suoi cari Bruno Cipolla, il timoniere che con i vogatori Primo Baran e Renzo Sambo, vinse, nella specialità del due con, prima l’oro agli Europei nel 1967 e poi, a quindici anni e nove mesi, i Giochi Olimpici nel 1968 sul bacino di Xochimilco.

Nativo di Cuneo, Bruno con la famiglia viveva a Treviso, e fu lì che a 13 anni un amico di calcio della parrocchia lo portò alla Canottieri Sile, perché al suo equipaggio mancava un timoniere. Nel 1967 il due con di Primo Baran e Renzo Sambo, in forza alla vicina DLF Treviso, dopo il bronzo ai Mondiali dell’anno precedente, era alla ricerca proprio di un nuovo timoniere, perché Enrico Pietropolli aveva preso troppo peso dopo la medaglia iridata vinta in Slovenia. A nemmeno 15 anni Bruno, timoniere per diletto sul Sile, venne preso sotto l’ala di Primo e Renzo. Arrivò il titolo europeo, sul lago francese di Allier, a Vichy, davanti a Germania Est e Cecoslovacchia, staccatissime. L’anno dopo Cipolla e compagni all’Olimpiade messicana coronarono il loro sogno.

Ricevuto con gli ori olimpici nel dicembre del 1968 al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, non essendo maggiorenne non poté godere della nomina a Commendatore al Merito della Repubblica Italiana, e così tornò a Treviso da Roma con un orologio con incisa la firma di Saragat e la promessa che l’onorificenza gli sarebbe stata conferita al compimento dei 18 anni. Per la cronaca, grazie all’interessamento dell’allora Presidente del CONI Giovanni Malagò, il conferimento avvenne solo nel 2014, 46 anni dopo. Dopo i successi in barca, Cipolla studiò Psicologia dello Sport, lavorando nella veste di psicologo sportivo con gli azzurri del remo tra il 1975 e il 1980, per poi andare negli staff di importanti squadre della sua città, Treviso, come la Benetton Basket e la Sisley Volley, con lo stesso ruolo, negli anni ’90. Poi negli anni 2000, Bruno tornò al timone, soprattutto per le gare Master, con Ospedalieri Treviso, Querini, Lazio e Firenze, e persino in quelle Universitarie, con il CUS Milano e la Canottieri San Cristoforo. Negli ultimi anni, con il gruppo dell’Ospedalieri Treviso, partecipò alle regate del progetto federale Sport Terapia Integrata.

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