Record di tre ori, record di cinque medaglie per l’Italia ai Mondiali indoor, miglior piazzamento di sempre nel medagliere con il terzo posto. Si chiude un’edizione memorabile a Torun, in Polonia, con l’argento nel lungo di Mattia Furlani che conquista il suo settimo podio internazionale consecutivo, a 21 anni, e pareggia il record personale di 8,39. L’azzurro combatte come un leone, nonostante i problemi di stomaco avuti nella notte, in una finale appassionante: al quinto salto pur regalando qualcosa in pedana (10.1 cm) riesce a eguagliare la misura dell’oro mondiale di settembre a Tokyo, già ottenuta anche quest’anno a Metz, per balzare dal terzo al primo posto provvisorio superando il bulgaro Bozhidar Saraboyukov (poi bronzo) che era in testa con 8,31. All’ultimo salto il portoghese Gerson Baldé sorprende tutti con 8,46 migliorando il suo primato di quattordici centimetri per prendersi l’oro. È la quarta volta sul podio mondiale per Furlani dopo i due ori del 2025, all’aperto a Tokyo e indoor a Nanchino, e l’argento al coperto di Glasgow nel 2024 senza dimenticare il bronzo olimpico di Parigi. L’ultima serata di gare vede anche i settimi posti di Sveva Gerevini nel pentathlon (4522) e di Federico Riva nei 1500 metri (3:40.98) con Ludovica Cavalli nona al femminile (4:10.10).
“È fantastico – racconta Mattia Furlani – dopo le ultime settimane che non sono state facili per me, se penso che tornavo da un periodo di influenza e che stanotte ho dato due volte di stomaco. Mi sento grato, perché ho fatto un ottimo lavoro, ma allo stesso tempo c’è da lavorare ancora su molte cose. L’obiettivo era confermarsi e difendere il titolo, inutile nasconderlo, ma ogni gara è a sé. In quel salto, se avessi preso più centimetri alla pedana, ero sugli 8,50 e anche la chiusura non è stata il massimo. È importante tirare fuori le unghie al momento che conta: questa è stata una tappa bellissima, di crescita. Sono pronto ormai per certe misure che diventano l’obiettivo per la stagione all’aperto”.
