Lecce non è solo calcio. C’è un’altra realtà che, con una determinazione feroce, sta scrivendo pagine importanti dello sport cittadino e che si attesta oggi come una delle società pallavolistiche più importanti dell’Italia meridionale per numero di atleti, numero di squadre e per risultati sportivi conseguiti. Parliamo della Lecce Volley, l’indiscussa bandiera della pallavolo locale.
Dopo aver assaporato in passato il palcoscenico della Serie B, il club ha recentemente accarezzato il sogno del grande ritorno, fermandosi però sul più bello nella roulette dei play-off di Serie C. Una ferita ancora fresca, è vero, ma che non scalfisce di un millimetro l’ambizione della società. La vera forza della Lecce Volley, infatti, non si esaurisce con la prima squadra: è una struttura piramidale che ha le sue fondamenta d’oro in un vivaio capace, anche quest’anno, di fare bottino pieno di titoli.
Abbiamo fatto una chiacchierata con il Direttore Generale, Ettore Selvaggi, per analizzare il momento del club, smaltire le scorie dei play-off e capire come il futuro della pallavolo leccese sia già al sicuro nelle mani dei suoi giovani talenti.

L’Intervista

Direttore Selvaggi, partiamo dall’attualità più recente. I play-off si sono purtroppo conclusi con un verdetto amaro. A mente fredda, cosa è mancato per compiere l’ultimo passo?

Purtroppo la fase finale della stagione è stata caratterizzata dagli infortuni dei due alzatori Romano e Morello e del centrale che, proprio nei playoff, nella partita di andata contro l’Altamura, si è rotto il tendine crociato del ginocchio.
Ci è mancata un po’ di buona sorte.

Voltiamo subito pagina, perché se la prima squadra mastica amaro, il settore giovanile sta regalando risultati da sogno alla Lecce Volley, con una bacheca che si è riempita di titoli. Qual è il segreto di questo exploit straordinario?

Il segreto sta negli investimenti fatti con l’ingaggio di tecnici di eccellenza e di una struttura organizzativa aziendale. Poi ci vogliono anni prima di ottenere i risultati.
Ad oggi abbiamo disputato tutte le finali giovanili vincendo ben quattro titoli, un secondo posto e un quarto posto. E dobbiamo ancora disputare la finale Under12.

La vostra Serie C rappresenta già un esempio virtuoso, essendo composta in pianta stabile dai talenti del vostro vivaio. Alla luce dei trionfi nelle categorie giovanili e di un volley moderno che punta sempre più sull’auto-produzione dei talenti, quali sono i prossimi step programmatici?

Proseguiremo sulla strada della costruzione di giovani atleti per portarli in prima squadra.
Poi anche il coinvolgimento dei tifosi è molto importante; contro Altamura erano settecento gli spettatori sulle tribune.
Lavoreremo con l’obiettivo di ritornare in serie B, magari tornando a giocare nel palazzetto comunale “G. Ventura”.

Voi coprite ogni singola categoria, dai primissimi passi del minivolley fino ai campionati di vertice. Quanto è complesso, a livello dirigenziale e logistico, mantenere una base così solida. E poi, avvertite il peso, ma anche l’orgoglio, di rappresentare l’intera città a livello regionale e nazionale?

Oggi una società sportiva è gestita come una vera e propria azienda ed è anche per questo che, oggi, possiamo essere il punto di riferimento del volley, non solo per la città di Lecce ma anche per l’intero Salento.

Per chiudere, Direttore: se dovesse lanciare un messaggio a un bambino che per la prima volta prende in mano un pallone da pallavolo a Lecce, e ai suoi genitori che cercano l’ambiente giusto, cosa direbbe per convincerli a scegliere la Lecce Volley?

Un bambino lo inviterei a vivere le emozioni dello sport di squadra, della socialità e dell’amicizia. La Lecce Volley è una grande famiglia.

Andrea Gaetani

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