I nativi degli anni sessanta hanno sviluppato in sé l’aspetto spontaneo della pratica calcistica.

All’epoca non vi erano scuole dedicate, accademie teoriche, ma solo “football” da strada.

Puro e semplice.

I bambini si cimentavano sui terreni sfitti e calcarei dove emergevano le qualità innate come il dribbling ed il palleggio.

È stato così per Francesco Moriero classe 1969 ala destra talentuosa di trent’anni fa del Lecce e Roma di Carletto Mazzone, e l’Inter di Gigi Simoni.

Compagno di squadra di Ronaldo il “Fenomeno” è titolare della nazionale italiana negli anni novanta.

Sandro Gnoni nato nel 1966, trequartista dal piede sopraffino, calciatore di un livello elevato per le categorie in cui ha militato come Eccellenza e Promozione con Galatina, Galatone e Gallipoli sempre quattro decenni fa.

Oggi questi due ex atleti avrebbero fatto la differenza nel calcio italiano, perché hanno sempre dato del tutto al pallone.

Non è cosa per tutti ancora oggi.

Ieri Moriero era presente al campo sportivo comunale di Neviano per una giornata di scouting.

Chissà se avrà notato qualche suo erede.

Ne abbiamo davvero bisogno.

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