A Seclì, il cavallo è una questione di cuore, come la pizzica per Melpignano.
Le feste paesane germogliano nel loro piccolo senza rumore ,molto spesso come semplice occasione di incontro e per creare senso di appartenenza, a volte per
onorare e dare lustro all"arte culinaria di un piatto della tradizione, oppure per delle maestranze musicali e cinematografiche locali.
Ma quando dietro tutto questo c’è l'identità e forza di un’intera comunità, la tenacia di chi crede nel proprio territorio e il desiderio di trasmettere cultura ed identità, queste feste si trasformano in qualcosa di molto di più.
Questo è il caso indubbiamente della "Sagra de la Carne Cavaddhru", che quest’anno a Seclì ha raggiunto la sua 26esima edizione, diventando una delle manifestazioni storiche e partecipate di tutto il Salento.
Un evento che non è più solo gastronomia: è memoria collettiva, spirito di appartenenza e simbolo di orgoglio popolare.
Un evento che racconta un popolo, quello secliota
Un evento dal sapore autentico, che si rinnova ogni anno sul finire dell'estate nel mese di agosto, ideale per chi cerca quell’atmosfera di calore umano e convivialità che solo i piccoli borghi sanno offrire.
In 26 edizioni, la "Sagra de la Carne Cavaddhru" è cresciuta in modo esponenziale e costante, senza mai cedere alle tentazioni delle mode del momento oppure a logiche di mero profitto.
Ha mantenuto viva la propria identità, diventando specchio fedele di Seclì e del suo tessuto sociale.
Sabato 22 agosto scorso, alla presenza dell'onorevole Antonio Gabellone, del sindaco della vicina Aradeo Giovanni Mauro e di ben 25 mila turisti ed amanti di questa pietanza si è svolta la serata finale; una marea di gente ha riempito lo spazio antistante il Palazzo Ducale, tra calici di vino e carne servita a ritmo di pizzica, mentre contemporaneamente a soli 20 km di distanza nella Grecìa Salentina a Melpignano si teneva il "Concertone" della Taranta dinnanzi 150 mila identità animate dal suono ipnotizzante della musica popolare salentina per antonomasia.
Che cosa hanno in comune Melpignano e Seclì?
Intanto sono due comunità molto piccole, le persone si conoscono tutte fra di loro e nella maggior parte dei casi sono anche parenti.
Questo spesso è un valore aggiunto, quando si vuole creare qualcosa di unico ed irripetibile.
A Seclì è la Pro Loco il motore silenzioso, anima e parte attiva.
L'Associazione Turistica Pro Loco di Seclì è stata costituita innanzi al Notaio Vincenzo Miglietta in Aradeo il 20 marzo 2000 su volontà di 12 soci fondatori tra cui quella dell'avvocato e già sindaco Enrico Colazzo, concludendo un percorso nato l'anno prima (1999).
Dietro il successo di questo evento c’è questa organizzazione, guidata con passione dal presidente Giancarlo Scarlino, che da anni rappresenta il cuore pulsante dell'ente.
È proprio grazie al lavoro meticoloso e appassionato della Pro Loco che ogni dettaglio della sagra viene curato con attenzione: dalla comunicazione online alla logistica, dagli allestimenti alla gestione del pubblico, tutto si svolge con un’efficienza quasi sorprendente visto la dimensione demografica del paese, che conta appena 2.000 abitanti.
Un altro punto di forza, sono le persone: oltre 150 volontari, di ogni età e provenienza, si mettono in gioco per il bene comune del proprio paese natìo.
C’è il volontario che frigge, quello che serve ai tavoli, l'addetto alle pulizie, l'addetto all'accoglienza degli ospiti, regalando ad essi un sorriso sincero. Ognuno di loro contribuisce alla buona riuscita della manifestazione, nessuno si è mai tirato indietro lungo tutti questi anni.
È questa coralità a rendere tutto ciò speciale.
Ed arriviamo allora alla figura centrale di tutto ciò: " il cavallo".
Questo animale amico dell' uomo, simboleggia da sempre la forza, la libertà, l'eleganza e le passioni indomite proprio dell'essere umano.
Nel corso della storia e della cultura, il quadrupede ha assunto molteplici significati e ruoli centrali.
Il 18 agosto scorso a 31 anni ci ha lasciato il " Capitano" ovvero Varenne; è stato un cavallo sportivo attivo nel mondo dell'ippica ed è considerato il migliore trottatore di tutti i tempi; avendo totalizzato premi per un totale di 6035665 €, è il cavallo che ha vinto di più nella storia del trotto a livello mondiale.
Seclì oltre alla rinomata sagra, può sviluppare un percorso che porti ad essere considerata la " Capitale del Cavallo" con una realizzazione di un museo ad esso dedicato, un' area verde destinata a gare ippiche ufficiali, allevamenti con il metodo del "paddock paradise" o della stabulazione etologica, garantendo ampi spazi all'aperto e vita in branco, percorsi didattici per le scuole e seminari a tema.
Il sindaco dott. Andrea Finamore, giovane molto apprezzato per il suo operato può dare un input alla creazione di un vero brand sportivo, culturale e promozionale a tal proposito.
Nei piccoli centri vige più coesione, più creatività ed anche più concretezza, nel saper valorizzare le proprie tradizioni e inclinazioni.
Ecco perché Seclì insieme a Melpignano viaggiano all'unisono anche se su binari diversi.