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La storia di Radio Radicale
Radio Radicale nasce tra la fine del 1975 e l’inizio del 1976 per iniziativa di un gruppo di militanti radicali in un piccolo appartamento di Roma situato in via di Villa Pamphili, nel quartiere Monteverde.
Come le radio libere che andavano nascendo in quegli anni a seguito della sentenza n. 202 della Corte Costituzionale che liberalizzava le trasmissioni radiotelevisive via etere, anche Radio Radicale fu caratterizzata dall’afflato libertario, dall’improvvisazione, dall’utilizzo di attrezzature di fortuna e dalla ricerca di bassi costi di produzione, ma fin dall’inizio si distinse dalle altre emittenti per la sua particolare filosofia editoriale. Radio Radicale rifiutò infatti il termine “controinformazione” assai di moda in quegli anni, per dimostrare come concretamente potesse essere realizzato un servizio pubblico di informazione, alternativo a quello sostanzialmente monopolista svolto dalla RAI. Nell’intenzione dell’editore la scelta della denominazione “Radicale” che la radio assunse era da riferirsi non tanto alla funzione di organo di quel partito, quanto piuttosto ad una linea di politica editoriale che come tutti oggi riconoscono, è sempre stata in grado di garantire imparzialità, professionalità e innovazione, divenendo un modello di servizio pubblico radiofonico.
Accanto all’informazione sulle iniziative radicali, dunque, Radio Radicale diede vita ad una programmazione incentrata sulla pubblicizzazione dei momenti centrali della vita istituzionale e politica italiana e fin da subito le dirette dal Parlamento, dai congressi dei partiti e dai tribunali avrebbero costituito il segno distintivo dell’emittente, rendendola di fatto una struttura privata efficacemente impegnata nello svolgimento di un servizio pubblico.
Radio Radicale introdusse in Italia un modello di informazione politica totalmente innovativo, garantendo l’integralità degli eventi istituzionali e politici trasmessi: nessun taglio, nessuna mediazione giornalistica e nessuna selezione, al fine di permettere agli ascoltatori di “conoscere per deliberare”, come ancora oggi scandisce la frase di Luigi Einaudi sul sito internet dell’emittente.
Radio Radicale ha introdotto importanti innovazioni nel panorama informativo italiano: la rassegna stampa dei giornali, il “filo diretto” con gli ospiti politici, i programmi di interviste per strada e le trasmissioni per le comunità immigrate in Italia. Nell’estate del 1986 e nel 1993, inoltre, quando la Radio rischiò la chiusura definitiva per mancanza di finanziamenti, i suoi centralini registrarono le migliaia di telefonate che,mandate in onda senza filtri, diedero origine all’irripetibile caso di “Radio Parolaccia”, che mostrò un volto dell’Italia che fino a quel momento era rimasto sconosciuto a tutti i mezzi di informazione .
Per prima, infine, Radio Radicale ha dato vita ad un sito internet di informazione basato esclusivamente su contenuti audiovisivi, ampliando non solo la fruibilità delle trasmissioni fino a quel momento solo radiofoniche, ma aprendo a tutti gli utenti della rete il più grande archivio della democrazia italiana.
«Il successo di Radio Radicale – ha affermato in più occasioni Pannella – è che è la radio di partito, di un partito laico e libertario, di una laicità ed un laicismo vissuti in accordo con la democrazia, mentre in Italia tutta la comunicazione è al di fuori della regola democratica».
Sembra paradossale che lo Stato debba finanziare l’emittente di proprietà del leader di un partito politico per assicurare un servizio pubblico altrimenti non svolto da nessuno, e da sempre fonte di riconoscimenti unanimi per la sua qualità. Eppure tra le tante anomalie del sistema mediatico italiano, questa può rappresentare forse una felice peculiarità. Bisogna andare negli Stati Uniti per trovare, nell’emittente via cavo C- Span, qualcosa di simile a quello che Radio Radicale per oltre trent’anni ha assicurato ai cittadini italiani.

I dati societari
La Centro di Produzione S.p.A. è la società editrice dell’emittente nazionale di informazione Radio Radicale, del suo archivio storico audiovisivo e del sito Internet multimediale RadioRadicale.it; la società ha sede a Roma, in via Principe Amedeo, 2 e possiede un capitale sociale di € 2.099.500,00.
Sono soci della Centro di Produzione Spa l’Associazione politica Lista Marco Pannella (62,85%), la Dott.ssa Cecilia Maria Angioletti (6,00%), la Sequenza Spa del gruppo “Podini” (25%). La Centro di Produzione Spa detiene azioni proprie per il 6,15%.
Il Consiglio di Amministrazione è composto da Cecilia Maria Angioletti (Presidente e legale rappresentante), da Paolo Chiarelli (Amministratore Delegato) e dai consiglieri Maurizio Turco, Marco Podini, Maria Luisa Podini, Deborah Cianfanelli, Carlo Pontesilli e Giuseppe Rossodivita; il Direttore Responsabile della testata Radio Radicale è Alessio Falconio.

La politica editoriale
La politica editoriale di Radio Radicale si è da sempre basata sulla pubblicità delle istituzioni e sulla loro reale accessibilità ai cittadini, introducendo in Italia un modello di informazione politica caratterizzato da due regole fondamentali: la trasmissione integrale degli eventi politici e, conseguentemente, l’eliminazione della mediazione giornalistica.
Il palinsesto ruota intorno ai lavori del Parlamento, giacché la radio è obbligata dalla convenzione con il Ministero delle Comunicazioni a trasmettere nel corso dell’anno almeno il 60% delle sedute delle due Camere nella fascia oraria che va dalle 8 alle 20. Nel tempo residuo, Radio Radicale tenta di documentare anche l’attività di altre istituzioni (Consigli comunali, Corte dei Conti, Consiglio Superiore della Magistratura, Parlamento europeo), così come i congressi, i festival e le maggiori assemblee di tutti i partiti politici, i convegni organizzati dalle maggiori associazioni del mondo del lavoro e dell’impresa, manifestazioni o conferenze stampa di particolare interesse, dibattiti e presentazioni di libri.
Tra gli appuntamenti fissi nel palinsesto il più noto è certamente la rassegna stampa dei quotidiani “Stampa e Regime”, il primo programma ad offrire una lettura dei giornali con una angolatura critica delle loro scelte rispetto a quel che accade nel mondo e tale da fornire una panoramica più completa possibile sugli avvenimenti del giorno, i protagonisti del dibattito politico e il confronto tra le opinioni. L’appuntamento con la rassegna stampa è divenuto nel tempo fonte autorevole di informazione anche per il mondo della politica e per i rappresentanti delle istituzioni, come risulta del resto dalle numerose citazioni sui mezzi di informazione che periodicamente non mancano di sottolinearne il valore informativo e giornalistico.
Lo “Speciale giustizia” è un’altra rubrica storica della Radio, dedicata alla cronaca giudiziaria e in particolare alla trasmissione integrale delle udienze dei più importanti processi, selezionati in base alla loro rilevanza sociale e politica; all’interno della trasmissione sono a volte trasmessi anche convegni delle associazioni dei magistrati e dell’avvocatura o comunque riguardanti il mondo della giustizia.
I notiziari dell’emittente vanno in onda ogni giorno alle 8,30 e intorno alle 14 e alle 20.30 (gli orari sono spesso solo indicativi a causa dell’imprevedibilità dei tempi delle sedute parlamentari) e sono prevalentemente costruiti intorno alle interviste, ed corrispondenze dall’Italia e dal mondo.
A mezzanotte, la lettura delle prime pagine dei giornali del giorno dopo, altro appuntamento introdotto in Italia proprio da Radio Radicale, dà inizio alla programmazione notturna, durante la quale vengono solitamente trasmessi gli eventi che non hanno trovato spazio nel palinsesto diurno, oltre ad alcune registrazioni tratte dal vastissimo archivio della radio, selezionate sulla base dei temi di attualità.
Lo spazio destinato ai politici ed in particolare ai parlamentari, grazie alla presenza di corrispondenti in ciascuna delle due Camere, è un altro elemento caratterizzante della programmazione di Radio Radicale: pur essendo un organo di partito e non dovendo dunque rispettare i vincoli dettati dalla par condicio, la Radio mantiene comunque un certo equilibrio nella distribuzione degli spazi destinati ai diversi schieramenti. I politici spesso partecipano anche al “filodiretto”, uno spazio di dialogo con gli ascoltatori, senza limiti di accesso e con il solo vincolo dei 40 secondi per ciascuna telefonata. Negli ultimi anni, essendosi intensificata molto la programmazione – per lo più con la nascita di nuove rubriche settimanali e appuntamenti fissi – lo spazio per i filidiretti è stato ridotto, sebbene la tendenza sia quella di ospitare almeno un politico ogni settimana. In questo senso non è solo la convenzione per le sedute del Parlamento a limitare la possibilità di manovra, ma proprio il fatto che ogni giorno Radio Radicale registra almeno il doppio se non il triplo di documenti rispetto alle 24 ore di trasmissione giornaliera.

Il modello produttivo
A partire dal 2007 il Centro di Produzione S.p.A ha adottato un modello produttivo finalizzato all’integrazione delle attività dei diversi settori che operano al suo interno, per registrare, indicizzare, trasmettere, pubblicare e archiviare quanti più eventi sia possibile.

La produzione degli eventi esterni (ENG)
Ciascun evento che si decide di documentare passa attraverso differenti fasi di lavorazione durante le quali le registrazioni vengono prodotte, elaborate, verificate, archiviate e messe a disposizione degli utenti:
Questo percorso inizia con la Segreteria di Redazione che incarica gli operatori delle squadre esterne di recarsi sul luogo dell’evento muniti di hardware specifico (telecamere, registratori, computer, etc) per effettuare la registrazione o la diretta dell’evento. I files prodotti dalle squadre esterne vengono riversati sugli storage allestiti nella server farm di Radio Radicale, in grado di ospitare fino a 80 TByte di documenti audio/video, e resi quindi disponibili online in automatico sul sito internet www.radioradicale.it.
Contestualmente all’acquisizione del materiale, le squadre esterne realizzano una prima schedatura dei dati relativi all’evento indicizzando la registrazione e marcando i tempi di inizio e fine di ogni singolo oratore intervenuto all’evento. Successivamente queste schede vengono ulteriormente controllate e rielaborate dai documentalisti dell’archivio di Radio Radicale e sottoposte ad eventuali correzioni, per completare o correggere le informazioni relative all’evento fino ad essere convalidate ed archiviate in maniera permanente insieme al file audio/video. Ogni scheda così costituita descrive una giornata di un evento.

La produzione degli eventi interni
Il sistema di produzione interna non si differenzia molto rispetto a quello appena descritto. I programmi trasmessi in radio vengono automaticamente registrati in digitale, i tecnici della post-produzione verificano la qualità del prodotto e la correttezza degli indici e ne effettuano la pubblicazione online in automatico sul sito internet. Anche in questo caso, sia i prodotti multimediali che le schede descrittive entrano contestualmente a far parte dell’archivio.
Ancora più semplice è la produzione delle interviste da parte dei giornalisti, per le quali una semplice procedura consente la registrazione, l’inserimento degli elementi descrittivi, la pubblicazione in internet e l’immediato inserimento nell’archivio.

Gli impianti e la copertura del territorio
Con i suoi 250 impianti di diffusione terrestre, Radio Radicale copre il 75% del territorio italiano, raggiungendo l’85% della popolazione del paese.
Inoltre, la trasmissione attraverso il satellite HOT BIRD 13 est (frequenza 12111 Mhz, polarizzazione verticale, FEC 3/4, Symbol Rate 27500, SID 761, Pid Audio 72) ha permesso di espandere il bacino d’utenza in tutta Europa e in vaste aree dell’Africa e dell’Asia, ivi compresa l’intera regione mediorientale, giungendo così ad un bacino potenziale di utenza di 98 milioni di abitazioni.
Radio Radicale è oggi ascoltabile in streaming attraverso la rete internet sia da pc che attraverso apposite app per nuovi dispositivi mobili.
L’avvento del digitale e di internet ha consentito negli ultimi anni a Radio Radicale di diffondere ulteriormente le proprie produzioni video attraverso RadioRadicale.TV, con un palinsesto autonomo e complementare a quello radiofonico.
Anche in questo caso il segnale viene trasmesso in streaming e, per la sola città di Roma, attraverso il canale 813 del digitale terrestre.
Radio Radicale partecipa dalla fondazione alla società consortile per azioni “Dab Italia” per la realizzazione della rete nazionale in tecnologia DAB+. Attualmente la copertura garantisce il servizio nella gran parte del territorio italiano.

La struttura tecnica e organizzativa
Radio Radicale copre una nicchia di mercato all’interno della quale ad oggi non esiste una vera e propria concorrenza con altri soggetti e negli ultimi anni, lo sviluppo tecnologico ha consentito di ampliare ulteriormente l’offerta attraverso sistemi digitali ed a banda larga. Ogni anno vengono realizzate molte migliaia di ore di registrazioni audio e video, attraverso un sistema di collegamenti in entrata dalle sedi istituzionali e dalle sedi degli eventi: i segnali vengono ricevuti attraverso connessioni fisse o temporanee, via cavo, via ponte, via satellite o telematiche e, quando sono sfruttati i collegamenti telefonici analogici tradizionali, le registrazioni sono immediatamente convertite in digitale attraverso un sistema di encoding che produce dieci canali MP3 in contemporanea 24 ore su 24. Una volta raggiunta la sede, i diversi segnali vengono distribuiti per i diversi utilizzi attraverso una matrice attiva che consente la distribuzione di 128 segnali.
La struttura è organizzata attraverso la seguente suddivisione in settori:

Direzione giornalistica (1 direttore, 1 capo redattore e 3 vice)
Redazione giornalistica (21 giornalisti e 20 collaboratori)
Direzione Amministrativa (1 direttore e 2 consulenti)
Amministrazione (1 responsabile, 1 vice, 2 impiegati)
Archivio e Internet ( 2 responsabili e 10 documentalisti)
Settore tecnico ( 2 responsabili e 8 tecnici)
Controllo rete (1 responsabile, 1 vice e 1 segretaria)
Oltre al personale dipendente, i diversi settori si avvalgono della collaborazione di alcuni collaboratori e consulenti.

L’Archivio
La costante opera di raccolta e conservazione dei documenti svolta da Radio Radicale nel corso di oltre trent’anni di attività ha permesso di dare vita ad un archivio sonoro unico nel suo genere, che già nel dicembre 1993 fu dichiarato «di notevole interesse storico» dalla Soprintendenza Archivistica del Lazio e «per la sua originalità, la vastità degli argomenti ed interessi (…) fonte preziosa per la storia politica, culturale e sociale contemporanea».
Nello stesso anno l’archivio fu censito nel volume edito dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Fonti orali: censimento degli istituti di conservazione, mentre l’anno successivo fu trattato durante il Convegno sugli Archivi dei partiti politici, organizzato dall’Archivio Centrale dello Stato.
In un articolo apparso nel 2000 sulla rivista scientifica de il Mulino “Contemporanea”, l’Archivio di Radio Radicale fu definito «una fonte di documentazione storica molto rilevante e ampia per l’intera storia politica contemporanea italiana (…)»: secondo l’autrice Mavis Toffoletto, infatti «la caratteristica che rende particolarmente interessante questa raccolta, oltre alla specificità del contenuto (…) e alla grande quantità di materiale raccolto, è l’integralità della registrazione dell’avvenimento, di cui si conservano non solo degli spezzoni destinati alle trasmissioni, come spesso accade in altri archivi radiotelevisivi, ma l’evento nella sua completezza».
Numerose citazioni sono inoltre presenti nel volume Gli archivi sonori. Fonoteche e Biblioteche musicali in Italia, a cura di Amedeo Benedetti, Genova 2002 e in Archivio del Parlamento, delle Istituzioni, dei partiti e movimenti politici, edito da Rubbettino nel 2003, che costituisce un inventario ragionato della parte “politica” dell’Archivio.
Mentre dell’Archivio usufruiscono da sempre studiosi, saggisti, giornalisti, registi e autori cinematografici e televisivi, sta crescendo il numero di laureandi e dottorandi che ricorrono ai documenti di Radio Radicale per la redazione delle loro tesi e numerosi riconoscimenti sono stati espressi da studiosi e docenti di storia contemporanea e da altri “addetti ai lavori”.
Nel maggio 2007, durante il convegno “L’archivio multimediale di Radio Radicale: un patrimonio per la storia, l’informazione, la democrazia”, organizzato dalla Radio in collaborazione con il Dottorato di Ricerca in Storia d’Europa e con la Scuola Speciale Archivisti e Bibliotecari dell’Università la Sapienza, numerosi storici ed archivisti si sono trovati concordi nel riconoscere non solo il valore storico e sociale della produzione archivistica di Radio Radicale, ma anche la sua complementarietà rispetto alle principali raccolte di documenti italiani, prima fra tutte quella Rai. Infatti, secondo la direttrice delle Teche RAI, Barbara Scaramucci: «l’archivio di Radio Radicale è assolutamente prezioso e completamente complementare con l’archivio della RAI [ed] è verissimo che una larga parte dei materiali che sono dentro l’archivio di Radio Radicale non sono nell’archivio di Radio RAI ed è proprio metodologicamente diverso il lavoro che dal 1976 ha fatto Radio Radicale rispetto a quello svolto dalla radiofonia della RAI».
Anche per Giovanni Paoloni, ordinario della Scuola Speciale Archivisti e Bibliotecari dell’Università la Sapienza di Roma: «l’archivio di Radio Radicale è particolarmente rilevante (…) perché colma una lacuna di documentazione che altrimenti sarebbe difficilmente coperta dal punto di vista della memoria collettiva», senza contare la «importante complementarietà tra il materiale di Radio Radicale ed alcuni archivi più tradizionali».
Secondo Luigi Frati, pro rettore dell’Università “La Sapienza” di Roma, Radio Radicale ha abbattuto «gli schermi che talvolta vengono frapposti tra l’opinione espressa e quella che poi ritroviamo (…) rendendo disponibile per tutti la verità di quello che viene detto o fatto», mentre per Erlide Terenzoni, segretaria alla Direzione Generale degli Archivi di Stato «un aspetto particolare di questa fonte è proprio quello di coprire aree che non sarebbero altrimenti documentate e certo non con questa immediatezza e con questa incisività».
Altri hanno invece messo in luce la particolarità del servizio pubblico svolto da Radio Radicale, una società privata. Paola Carucci, consigliera del presidente della Repubblica per l’Archivio Storico ha infatti dichiarato che «rispetto al nostro concetto tradizionale di archivio, cioè di insieme di documenti prodotti da un ente nell’esercizio delle sue funzioni, Radio Radicale costituisce una mediazione di un soggetto terzo che registra e crea una fonte prodotta da altri. E stupisce che debba essere un soggetto terzo ad aver pensato, ad esempio, alle registrazioni sonore dei dibattiti parlamentari: perchè non ci hanno pensato alla Camera e al Senato?». E anche per la professoressa Simona Colarizi, storica contemporaneista, «il Partito Radicale ha compiuto una scelta non solo in funzione di se stesso come forza politica. Ha fatto un servizio pubblico, politico: ha conservato un patrimonio che è patrimonio della storia di tutti».
In effetti la scelta di Marco Pannella di conservare tutte le registrazioni, di schedarle ed archiviarle senza alcuna ulteriore manipolazione sui nastri permette oggi ai cittadini di avere a disposizione oltre 500.000 documenti multimediali, che racchiudono i più importanti avvenimenti della storia istituzionale, politica, sociale e culturale italiana: registrazioni integrali e non selezioni, per permettere a ciascuno di conoscere e rivivere l’evento nella sua integralità. Inoltre l’archivio della radio non rappresenta un fondo chiuso, bensì un bacino in continuo accrescimento che ogni giorno riceve decine e decine di nuovi documenti che vanno ad aggiungersi a quelli già
esistenti.

La nascita dell’Archivio
La sua origine e la sua storia sono strettamente legate a Radio Radicale che fin dall’inizio delle sue trasmissioni, nel 1976, conservò tutte le cassette e i nastri con le registrazioni delle programmi mandati in onda. L’Archivio tuttavia possiede anche alcune registrazioni anteriori al 1976 e precisamente 52 nastri e 216 cassette per gli anni 1967-1975, oltre ad alcuni nastri del 1941 (un’intervista radiofonica in inglese recuperata da Ernesto Rossi, in cui Salvemini commenta l’ottenimento della cittadinanza americana), del 1960 (la registrazione di una conferenza tenuta da Ernesto Rossi a Firenze: «L’antifascismo in carcere e al confino») e del 1966 (Ernesto Rossi: «Salvemini maestro ed amico»).
L’Archivio vero e proprio, inteso come servizio dotato di un proprio personale specializzato, venne istituito circa tre anni dopo l’inizio dell’attività della Radio, così che dal 1979 si iniziò ad ordinare le registrazioni accumulate dal primo minuto di messa in onda. Nel 1987 il lavoro di classificazione e di archiviazione del materiale fu trasformato con l’introduzione di sistemi informatizzati e ad oggi la documentazione analogica è in avanzato corso di digitalizzazione.
Oltre al materiale prodotto durante gli anni, la Radio ha acquisito anche l’archivio video di TeleRoma56, che ha consentito di arricchire ulteriormente il patrimonio di documentazione conservato da Radio Radicale.

I contenuti dell’Archivio di Radio Radicale
La documentazione conservata nell’Archivio sonoro di Radio Radicale può essere utilmente suddivisa per settori: Archivio Istituzionale, Archivio Giudiziario, Archivio dei Partiti e Movimenti Politici, Archivio delle Associazioni, dei Sindacati e dei Movimenti e Archivio Culturale.

Archivio istituzionale
Contiene eventi registrati in maniera sistematica e continuativa e altre registrazioni episodiche o periodiche. In particolare:

Presidenza della Repubblica. Contiene le dichiarazioni del Presidente della Repubblica e dei Segretari di Partito in occasione delle consultazioni per la formazione del Governo e alcuni messaggi al Paese inviati dal Presidente della Repubblica in occasione di particolari avvenimenti.
Senato. Sono registrate con continuità le sedute a partire dal 7 giugno 1977.
Camera. Sono registrate con continuità le sedute dal 26 settembre 1976.
Parlamento Europeo. Contiene le sedute inaugurali delle legislature del Parlamento e le sessioni relative ad avvenimenti che abbiano un particolare interesse per la storia politica del Partito Radicale (lotta alla fame, diritti umani, caso Tortora, ex Jugoslavia…).
Corte Costituzionale. Contiene le udienze relative ad argomenti chiave delle battaglie politiche del Partito Radicale (obiezione di coscienza, ammissibilità dei referendum, emittenza radiotelevisiva…).
Consiglio superiore della Magistratura. Sono registrate con continuità le sedute dal 24 settembre 1985.
Enti locali. Contiene alcune sedute dei Consigli Regionali dell’Abruzzo, dell’Emilia Romagna, del Lazio, della Lombardia, del Piemonte e della Toscana. A partire dal 1978 sono state inoltre registrate episodicamente le sedute dei Consigli Comunali di Catania, Firenze, Forio d’Ischia, L’Aquila, Latina, Milano, Modena, Montalto, Napoli, Nusco, Palermo, Roma, San Luca, Teramo, Torino e Trieste.
CNEL. Contiene le riunioni del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro in occasione della presentazione dei Rapporti annuali.
Banca d’Italia. Contiene le Assemblee annuali della Banca d’Italia e le considerazioni finali del Governatore.
Per quanto riguarda le registrazioni delle sedute parlamentari (come pure per quelle di altri organi collegiali elettivi di diverso livello) è importante effettuare una precisazione che permetta di valutare la diversa e forse maggiore capacità documentaria della fonte sonora, rispetto ai documenti cartacei. Tradizionalmente, infatti, le due Camere del Parlamento provvedono alla pubblicazione dei cosiddetti resoconti stenografici dei dibattiti parlamentari, ma tali fonti risultano doppiamente alterate. Una prima manipolazione avviene nel momento stesso della redazione stenografica, affidata a un sistema meccanico che implica delle scelte nel momento stesso della immissione dei dati, mentre, in un secondo tempo, prima di essere dati alla stampa, i resoconti vengono addirittura sottoposti alla revisione dei singoli oratori: in questa fase, dunque, molte affermazioni possono essere sfumate, altre addirittura modificate, alcune espressioni intemperanti addolcite. A fronte di un simile quadro, le registrazioni dell’Archivio di Radio Radicale, disponibili in maniera integrale, senza filtri e senza modifiche, acquisiscono un indiscutibile valore. Da questo si evince che le fonti sonore non costituiscono solo un’alternativa nel caso di inesistenza di fonti cartacee, ma apportano a queste un contributo essenziale, che consente di cogliere maggiori sfumature – e quindi permette più ampie valutazioni – su quanto effettivamente è stato detto ed è accaduto.

Archivio giudiziario
Conserva le registrazioni di processi di grande rilievo per le ripercussioni sull’opinione pubblica e per la qualità e l’efficacia dell’azione giudiziaria. Il primo processo registrato risale al 1° settembre 1976 (“caso Margherito”). Questa parte dell’archivio, oltre al tipico valore storico, che documenta tra l’altro l’introduzione in Italia del nuovo rito nel Processo Penale, è stata talvolta utilizzata anche come strumento didattico nei corsi di Procedura Penale.

Archivio dei partiti e dei movimenti politici
La peculiarità di questo settore dell’Archivio è quella di poter offrire la documentazione sonora di eventi molto spesso cruciali per la storia italiana, per i quali solitamente sono disponibili unicamente gli Atti, costituiti da sintesi degli interventi degli oratori più noti o dalle trascrizioni derivate dai resoconti stenografici.
Il valore di tutta questa documentazione è ulteriormente accresciuto dal fatto che, mentre le scissioni, le fusioni e le alleanze tra partiti, con le frequenti dispute sulla spartizione e l’utilizzo del patrimonio, hanno spesso comportato lo smarrimento o perfino la dispersione dei relativi fondi documentari, cui ha potuto sopperire solamente la presenza dell’Archivio di Radio Radicale. A questo si aggiungono tutte le registrazioni riguardanti quei “movimenti politici” dai quali spesso sono poi originati i partiti e le cui fasi iniziali non sono altrove o altrimenti documentate.
Infine, una segnalazione particolare merita indubbiamente la sezione riguardante la storia del Partito Radicale, costituita prevalentemente dalle registrazioni dei congressi e delle riunioni dei dirigenti del Partito; dal 1989, anno in cui il Partito Radicale acquisì un dimensione transnazionale, per ogni incontro (Congresso e Consiglio generale, assemblea o intervista), vengono archiviati sia gli interventi nella
lingua usata dell’intervenuto, sia la traduzione simultanea in italiano.

Archivio di associazioni, sindacati e movimenti
Rientrano in questo settore le numerose registrazioni che testimoniano l’attività sociale, civile e politica, svolta da numerose associazioni (dalla Confindustria alle ACLI, da Legambiente all’Associazione Nazionale Magistrati) e dalle organizzazioni sindacali italiane, confederali e non (CGIL, CISL, UIL, COBAS…).

Archivio culturale
Questa parte dell’Archivio conserva tutte le registrazioni effettuate durante convegni, tavole rotonde, incontri, presentazioni di libri e dibattiti, nelle diverse città italiane, oltre naturalmente alle registrazioni delle trasmissioni radiofoniche di Radio Radicale (interviste, servizi…).
A questa sezione dell’Archivio appartengono anche tutte le telefonate ricevute dalla Radio nei mesi di Radio parolaccia, nel 1986 e nel 1993, una parte delle quali sono state anche trascritte e pubblicate nel volume Pronto? L’Italia censurata dalle telefonate di Radio Radicale, edito da Mondadori nel 1986 con prefazione di Oreste del Buono. Questo patrimonio di “voci senza nome”, unite a quelle delle interviste per strada e ai fili diretti, costituiscono indubbiamente un dato sociologico e glottologico di notevole importanza.

Un po’ di numeri
Appare superfluo dopo questa pur rapida esposizione sottolineare il valore storico e culturale dell’Archivio di Radio Radicale. La conclusione più esplicita può essere la lettura di “alcuni numeri” delle singole tipologie che costituiscono l’Archivio, nel quale è possibile trovare un totale di 540.000 registrazioni, 224.000 oratori, 102.000 interviste, 23.500 udienze dei più importanti processi degli ultimi due decenni, 3.300 giornate di congressi di partiti, associazioni o sindacati, più di 32.000 tra dibattiti e presentazioni di libri, oltre 6.900 tra comizi e manifestazioni, 22.600 conferenze stampa e più di 16.100 convegni..

La collaborazione con il Museo del Risorgimento
Il 5 dicembre 2015 la Centro di Produzione Spa ha siglato un accordo di collaborazione con il Museo Centrale del Risorgimento di Roma, allo scopo di realizzare una serie di iniziative mirate alla conoscenza dei contenuti dell’archivio storico di Radio Radicale attraverso dibattiti, mostre e allestimenti multimediali all’interno delle sale del Museo, presso istituti scolastici ed Istituti di detenzione.
A seguire forniamo l’elenco degli eventi organizzati fino ad oggi:
14 marzo 2016 – “Capitini, nastri ritrovati. Materiali per la storia della non violenza e del pacifismo” – Complesso del Vittoriano, Roma
12 maggio 2016 – “Il Risorgimento… ce lo raccontano a Regina Coeli” – Casa Circondariale di Regina Coeli, Roma
14 dicembre 2016 – “Contro la pena di morte: materiali per la storia dell’abolizionismo” – Liceo Statale G. Peano – Roma
15 marzo 2017 – Contro la pena di morte: materiali per la storia dell’abolizionismo – Giornata di didattica sulle forme di narrazione della contemporaneità” Istituto Magistrale Statale V. Gassman – Roma
4 aprile 2017 – “Abitare a Roma in periferia. Fotografie di Rodrigo Pais nella seconda metà del ’900” – Liceo Classico Benedetto da Norcia – Roma
19 maggio 2017 – “Ricordando Marco Pannella in occasione del primo anniversario della scomparsa” – Complesso del Vittoriano, Roma

Il sito internet
Attivo dal 1998, il sito di Radio Radicale è stato il primo in Italia a trasmettere video di attualità sul web ed oggi, con i suoi 16 anni di esperienza, rappresenta il più grande portale di informazione audiovisiva, nonché l’adattamento all’epoca digitale di una linea editoriale consolidata negli anni dalla Radio e rappresentata dalla volontà di far conoscere i maggiori avvenimenti della vita del paese attraverso la documentazione integrale e senza filtro. Oggi, grazie a www.RadioRadicale.it gli eventi politici, sociali e istituzionali italiani d’attualità e del passato sono a disposizione dei cittadini, fruibili in qualsiasi momento.
A partire dal mese di giugno 2015 è on-line il nuovo sito di Radio Radicale. Oltre a una nuova grafica, mette a disposizione degli utenti nuovi strumenti per riascoltare le trasmissioni, accedere agli avvenimenti di attualità, e navigare nell’archivio. La trascrizione automatica di tutti gli eventi pubblicati, l’indice degli interventi, ed al nuovo motore di ricerca, consentono una rapida localizzazione dei passaggi di interesse.
La condivisione su Facebook e Twitter è stata potenziata e consente di pubblicare intere trasmissioni e singoli eventi, ma anche singoli interventi, e brani selezionati dall’utente.

La nascita del sito
Tra febbraio e marzo del 1998 i radicali organizzarono un convegno intitolato “Quali lotte e leggi subito per la rivoluzione tecnologica, per la rivoluzione liberale”, al quale parteciparono i maggiori imprenditori italiani della telematica e delle telecomunicazioni, diversi giuristi dell’informatica ed altri esperti del settore.
In quell’occasione, di fronte alla constatazione del ritardo italiano nel settore, fu proposto alle istituzioni e al mondo imprenditoriale un programma di investimenti per la costruzione della nuova società dell’informazione a partire dall’applicazione delle nuove tecnologie ai processi democratici. In particolare, oltre all’introduzione del voto elettronico e dell’Albo pretorio telematico, all’alfabetizzazione informatica nelle scuole, alla liberalizzazione delle attività editoriali e commerciali telematiche, la proposta centrale che emerse dal convegno fu quella della “messa in rete delle istituzioni”. La mozione conclusiva dei lavori recitava infatti: “Occorre che: leggi e stanziamenti adeguati intervengano perché le nuove tecnologie informatiche e telematiche diventino elemento costitutivo del funzionamento delle istituzioni e dell’esercizio della democrazia, garantendo a tutti i cittadini l’effettivo accesso diretto alle informazioni sui processi formativi e decisionali dello Stato e la partecipazione alla vita politica – secondo gli istituti già previsti dalle leggi – attraverso tutti gli strumenti di comunicazione resi oggi disponibili; diventi prassi diffusa e consolidata quella delle trasmissioni telematiche – in diretta e in differita – di tutte le sedute pubbliche degli organi dello stato e degli enti territoriali, nonché l’archiviazione e la consultazione telematica dei documenti audiovisivi e l’accesso agli atti pubblici”.
In seguito, i contenuti e gli obiettivi del convegno costituirono la base della creazione del sito internet di Radio Radicale e sotto la guida di Rino Spampanato, l’emittente realizzò il primo sistema di webcasting italiano, rendendo accessibili a tutti gli utenti di internet le sedute del Parlamento trasmesse e archiviate in audiovideo.
Il sito internet di Radio Radicale inaugurò inoltre la possibilità di seguire le sedute del Parlamento europeo, della Corte dei conti, del Consiglio Superiore della Magistratura e di altre istituzioni. La filosofia editoriale dell’emittente radicale si riflette dunque oggi sul web attraverso la messa a disposizione delle registrazioni integrali dei più diversi eventi politici, dei congressi e delle manifestazioni pubbliche di tutti i partiti e delle maggiori associazioni, nonché dei processi giudiziari.

L’infrastruttura tecnologica
Per la gestione del sito di Radio Radicale è utilizzato il sistema di gestione dei contenuti modulare (CMS) open source Drupal, distribuito sotto licenza GNU GPL (GNU General Public License), che consente la redistribuzione, la modifica e il pieno accesso al codice sorgente.
Tutte le unità hardware che compongono il sistema di archiviazione e distribuzione dei contenuti di Radio Radicale sono allocate nelle due server farm presso la sede di Roma ed opportunamente ridondate al fine di garantire ottimali livelli di tolleranza ai guasti. La connessione con la rete internet avviene attraverso due flussi in fibra ottica da 1000 Mbps ciascuno provenienti da due distinti ISP con i quali Radio Radicale intrattiene rapporti di Autonomous System essendo dal 2012 direttamente assegnataria dal RIPE di indirizzi IP che annuncia autonomamente in BGP come AS57329 in qualità di LIR.
Il sistema di gestione della qualità applicato da Radio Radicale per l’erogazione dei servizi di trasmissione in streaming su internet di eventi multimediali, la relativa archiviazione e pubblicazione è verificato, approvato e quindi certificato in base alla normativa UNI EN ISO 9000:2008

La licenza Creative Commons
Tutti i file pubblicati sul sito di Radio Radicale sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione 2.5, che permette la libera e gratuita riproduzione, distribuzione e modifica del materiale, col solo obbligo dell’attribuzione della paternità dei file e della citazione della licenza stessa.
Il progetto Creative Commons individua una gestione alternativa dei diritti d’autore basata su un sistema di licenze attraverso le quali il detentore originario dei diritti sull’opera indica ai fruitori che questa può essere utilizzata, diffusa e modificata liberamente, nel solo rispetto di alcune condizioni essenziali. Alla base di questo strumento sta il rifiuto delle restrizioni tradizionalmente imposte allo sviluppo e alla diffusione della conoscenza dalle leggi del diritto d’autore. Le licenze Creative Commons rappresentano per Radio Radicale uno strumento importante per ampliare le possibilità di realizzazione del suo obiettivo storico: quello di consentire l’effettiva realizzazione del principio di pubblicità dei momenti decisionali democratici, di promuovere l’accesso del maggior numero di persone alla conoscenze diretta degli eventi politici e di contribuire alla libera circolazione delle idee.
Le licenze Creative Commons consentono anche di realizzare l’obiettivo centrale di una comunicazione non unidirezionale e di una ricezione non passiva: le potenzialità creative del mondo digitale e il carattere collaborativo e aperto della rete, necessitano infatti di una regolamentazione del diritto d’autore che non freni l’innovazione e la creatività, pur garantendo agli autori alcuni diritti.

Videoparlamento
Il servizio “Videoparlamento” pubblica su internet e rende disponibili a tutti i cittadini i documenti audiovideo integrali di tutte le sedute della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica fin dal novembre del 1998.
Le sedute, dopo la diretta, vengono presentate in schede che rispettano la scansione delle varie fasi dei lavori parlamentari e consentono di accedere direttamente, con un semplice “clic”, all’intervento o alla fase della seduta che si desidera ascoltare e vedere. Dal settembre del 2001 l’aggiornamento avviene ora per ora, in tempo reale. Il motore di ricerca consente inoltre, in modo semplice ed intuitivo, di effettuare ricerche organizzate nell’ambito di tutte le sedute disponibili. L’avvio della sperimentazione di questi servizi multimediali è prevista della legge n. 350/2003 (Finanziaria 2004).

Come si finanzia Radio Radicale
Fino al 2018 Radio Radicale riceveva 8,2 milioni di euro, quale corrispettivo per la convenzione con il Ministero dello Sviluppo Economico per la trasmissione delle sedute del Parlamento, e 4 milioni di euro come contributo per l’editoria.
Questi ultimi venivano concessi in quanto riconosciuta come “impresa radiofonica privata che ha svolto attività di interesse generale” ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 230.
La legge che riconosce le “imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale” venne approvata nel 1990 per riconoscere le emittenti radiofoniche che avessero nei tre anni precedenti «trasmesso quotidianamente propri programmi informativi su avvenimenti politici, religiosi, economici, sociali, sindacali o letterari per non meno di nove ore comprese tra le ore sette e le ore venti» e avessero «esteso il numero di impianti al 50 per cento delle province e all’85 per cento delle regioni».
La legge di Bilancio 2019 (LEGGE 30 dicembre 2018, n. 145) ha prorogato la convenzione per la trasmissione delle sedute parlamentari da parte di Radio Radicale per un solo semestre, stanziando a tale scopo 5 milioni di euro lordi (circa 4 netti) per l’anno 2019.
In assenza di ulteriori provvedimenti alla scadenza semestrale (20 maggio 2019) Radio Radicale non avrà più risorse per proseguire l’attività.
La stessa legge ha inoltre previsto l’eliminazione del contributo per l’editoria a partire dal 1 gennaio 2020.
Radio Radicale è l’unico soggetto tra quelli che ottengono i contributi ad avere una rete nazionale e come emerge dalla tabella che segue, la sola rete di trasmissione costa oltre 4 milioni di euro l’anno.
I costi di Radio Radicale possono essere sintetizzati come segue:

Personale dipendente: 4.013.000
Collaboratori: 650.000
Prestazioni professionali: 690.000
Produzione programmi (eventi esterni): 1.500.000
Rete: Fitto postazioni: 1.300.000
Manutenzione 1.100.000
Energia elettrica 750.000
Rete DAB: 250.000
Ammortamenti apparecchiature: 875.000
Costi connettività e Internet: 360.000
Oneri finanziari: 660.000

Totale: 12.148.000
Come emerge dalla tabella, nell’ultimo esercizio Radio Radicale ha sostenuto costi per oltre 1,5 milioni di euro per la produzione di programmi audio-video relativi a eventi politici di tutti i partiti, delle associazioni, delle diverse istituzioni. A queste produzioni si aggiungono tutte quelle realizzate dalla redazione della radio.
Queste produzioni sono state per quanto possibile trasmesse per radio, e comunque tutte archiviate e pubblicate in internet in forma integrale.
Nella gran parte dei casi, la registrazione di Radio Radicale continua ad essere l’unica effettuata ed è per questo che l’archivio contiene materiale assolutamente esclusivo e la mancata continuità nell’attività di produzione avrebbe come conseguenza la perdita irrecuperabile della documentazione di quanto accade nel nostro Paese in ambito politico, associativo, economico e culturale oltre che per il passato anche per il futuro.

Dossier Radio Radicale tratto
dall’Archivio di
Redazione.

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