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Dal mare dell’isola di Ortigia, al litorale laziale di Ostia. Dai voli in allenamento sulla pedana del campo Pippo Di Natale di Siracusa, al primo test agonistico a Castelporziano. Riparte la scalata di Claudio Stecchi nel salto con l’asta. Il finalista mondiale della specialità, ottavo nell’ultima edizione iridata a Doha dello scorso ottobre, debutta sabato pomeriggio al centro sportivo delle Fiamme Gialle. Lo fa sulla pedana di casa, quella che lo ospita da almeno un anno e mezzo, come primo atto di una stagione all’aperto che lo condurrà verso uno degli appuntamenti clou di un 2020 senza medaglie in palio: la serata dell’Herculis di Montecarlo di venerdì 14 agosto contro alcuni dei big tra cui lo svedese primatista del mondo Armand Duplantis, il polacco bronzo iridato Piotr Lisek e il brasiliano campione olimpico Thiago Braz.

Intanto Castelporziano, sempre sotto gli occhi del suo allenatore Giuseppe Gibilisco, il mito dell’asta azzurra: “Salterò con rincorsa ridotta, 16 passi invece di 18 – informa Stecchi – comincerò a prendere i riferimenti, poi con un paio di sedute di tecnica non sarà difficile tornare alla rincorsa completa. In gara con me dovrebbero esserci anche gli altri atleti che si allenano qui, da Max Mandusic, ad Alessandro Sinno, a Ivan De Angelis”. A lungo a Firenze durante il lockdown, nella sua Greve in Chianti, Stecchi è appena rientrato nella Capitale dopo circa un mese di allenamenti a Siracusa, sulla pedana tutta nuova del campo scuola locale: “Il fatto che quest’anno non ci fossero gare a maggio, per i motivi che ben conosciamo, ha fatto sì che potessimo curare alcuni dettagli. Con calma, senza fretta: palestra di mattina nel cortile di casa di Beppe attrezzato al meglio, salti dalle 18.30 un paio di volte a settimana, quando l’ombra scendeva sulla pedana. C’è stato il tempo anche per la mountain bike e per rilassarsi con un po’ di mare”.

I riscontri degli allenamenti infondono fiducia: ”La rincorsa la sento ancora più ‘mia’ e anche nella fase aerea sento di aver messo dentro qualcosa di buono. Settimana scorsa ho fatto un reset muscolare dal fisioterapista Fabrizio Borra a Forlì e ora sono pronto per cominciare. Dovrei entrare a 5,50, ma lo decideremo in pedana, e un 5,70 alla prima gara non sarebbe male”. Una misura, questa, che il 28enne azzurro ha superato già un paio di volte nella stagione indoor, firmando il 5,72 di Orléans e il 5,73 di Bordeaux in gennaio, a sette centimetri dal primato personale di 5,80 datato 2019, che lo ha reso il secondo astista italiano di sempre, proprio alle spalle di “Gibi”.

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