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In Italia è in atto una crisi di Governo e il 27 gennaio è alle porte. Quel giorno il Comitato Internazionale Olimpico potrebbe privare l’ Italia dalla bandiera e dall’ Inno per le Olimpiadi di Tokyo a causa della violazione della Carta Olimpica. Il Coni ha bisogno di stare dentro l’ art. 27 della suddetta Carta ovvero di avere uffici, strutture, computer, personale, beni strumentali, autonomia gestionale nell’ organizzazione di eventi e progetti di marketing senza rispondere ad altri soggetti tanto più allo Stato, poiché il Coni stesso è un ente di Diritto Pubblico. Attualmente l’ unico dipendente del Coni è Giovanni Malagò che ne è il legale rappresentante. Tutto il resto dipende da Sport e Salute S.P.A. , società di Diritto Pubblico creata dal Governo Conte I con la “Riforma Giorgetti”. Per tale motivo con decreto di natura straordinaria, il Governo può ridare competenza ed autonomia al Coni per rientrare nel citato requisito dell’ articolo e partecipare alle prossime Olimpiadi con la propria identità nazionale ovvero con i propri simboli rappresentativi.
Altresì le organizzazioni del terzo settore, quali Associazioni, Fondazioni, Cooperative entrate in crisi dal punto di vista economico e finanziario a causa della pandemia da Covid-19 aspettano i Decreti Attuativi del D.L. Ristori n. 137/2020 e 149/2020 art. 15 per essere ristorate affinchè possano sopravvivere e strutturarsi in maniera adeguata per superare questo particolare momento.

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