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“È che allenatore in seconda si nasce, non si diventa. La nostra è una figura che deve sapersi prendere gli onori i meriti e le soddisfazioni, ma rimanendo sempre nell’ombra”.
Così ama ripetere Cosimo Inguscio allenatore in seconda dell’Ungheria all’ultimo campionato europeo guidata dal Ct Marco Rossi.
Inguscio classe 1963 non ha mai militato nel calcio professionistico. Cosimo ha giocato sempre nei dilettanti della sua Aradeo cittadina di 9 mila abitanti circa che ha dato i natali anche ai famosi cantanti e musicisti quali Emma Marrone ,Pino Zimba e il gruppo degli Après La Classe composto da Cesko (voce, synth, chitarre), Puccia (voce, fisarmonica, tastiere), Combass (basso, cori), Alex Ricci (chitarra), Giammy (batteria).
Inguscio ha fatto un percorso quasi naturale: terzino sinistro, centrale difensivo, allenatore in seconda. Praticamente lo stesso andamento della carriera di Marco Rossi ex calciatore di Fiorentina e Sampdoria. Non si erano mai visti e conosciuti prima del 2012 a Budapest , quando Marco era l’allenatore della prima squadra e Cosimo fu chiamato dal dirigente italiano Fabio Cordella per fagli da vice. “Tra noi è nata subito una forte amicizia. Lavorando all’estero senza famiglie, finivamo per stare insieme anche 20 ore giorno. Poi ci siamo trovati come carattere e anche le nostre famiglie sono diventate amiche. Io rappresento la parte calma del carattere di Marco. Sono meno istintivo. Marco è caliente. Ora molto meno, ma i primi anni dovevo fare da paciere con tutti, ero il suo parafulmine. E come idea di calcio ci siamo trovati subito. Entrambi amiamo un calcio offensivo”.
Dall’amicizia sono venuti i risultati: per ben sei stagioni è il vice allenatore dell’Honved, con cui gioca 157 partite qualificazioni in Europa League vince lo Scudetto nella stagione 2016-17. L’anno successivo, sempre con mister Marco Rossi, l’avventura al Dunajska Streda, da luglio 2018 l’incarico con Nazionale ungherese.
Un bravo allenatore che ha dovuto emigrare all’estero circa dieci anni fa per farsi conoscere ed apprezzare.
E’ propria vera quella locuzione in latino: “nemo est in domo prophetam” tradotto significa” nessuno e profeta in patria”.

L’espressione vuole indicare la difficoltà delle persone di emergere in ambienti a loro familiari; in ambienti estranei viene generalmente assunto che sia più facile far valere le proprie

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