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Titoli di coda amarissimi per Efficienza Energia che non è riuscita ad imporsi sulla squadra napoletana, pur giocando senza risparmio anche se in alcuni frangenti l’eccesiva apprensione ha finito per penalizzarla.

Abbandona così il palcoscenico della serie A3 l’Olimpia Sbv, dopo un biennio dal percorso contrastante: luminoso e sorprendente quello dell’anno scorso con picchi di vertice in classifica inconsueti per le gerarchie dei club più titolati, anonimo e ridimensionato quello appena conclusosi.

Era negli obiettivi societari traguardare una stagione di media classifica, commisurata ad un roster figlio di un budget risicato, inserendosi e battagliando nel gruppo delle squadre campane. 

Ma gli abbandoni in corsa e le note disavventure di alcuni elementi cardine del gruppo squadra, hanno stravolto rendimento e condizione psicologica degli atleti che hanno portato anche al cambio della guida tecnica.

L’allungo finale sotto la gestione Bua ha ricompattato il gruppo che ha totalizzato 16 punti, affiancando Ottaviano e affidando allo scontro diretto, due gare su tre, il futuro delle due formazioni. 

L’essersi divisa la posta in palio, con una vittoria per parte, nelle due gare casalinghe, ha dato titolo all’Ottaviano di giocare la finale in casa, con mister Mosca che ha gestito al meglio i suoi limitandone gli errori. Galatina invece non è riuscita a capitalizzare le tante ricezioni negative dei campani, pervenute come free ball e non chiuse nel migliore dei modi. 

Eppure Efficienza Energia ha tenuto uno spiraglio aperto fino al 23-23 del quarto set, dopo aver annullato due break point di+5 per i padroni di casa, decisa ad arrivare ad un tiebreak che avrebbe meritato, e chissà poi….

Ma quel folletto di Ruiz ha girato a doppia mandata la chiusura della porta della serie A3, estromettendo i salentini e mandando i suoi al settimo cielo.  

Ora non è tempo di processi: men che meno di rivincite o di decisioni a pelle.

Serviranno un bel po’ di notti a portare consigli. E comunque grazie a tutti: ci abbiamo provato.

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