Nel post partita di Bologna, in cui i giallorossi di Eusebio Di Francesco sono usciti con le ossa rotte e l’animo sottoterra per l’incomprensibile prestazione fornita al “Dall’Ara”, senza un minimo di verve agonistica e coraggio, gli animi dei tifosi senza troppo indugiare virano su una sfiducia oramai assuefatta. Si indicano colpevoli e presunti tali di una stagione sportiva alquanto mediocre, senza però cercarne le vere cause di tale disfatta.
Il vero motivo è l’impareggiabile confronto con realtà della massima serie, le quali godono di un’infinita disponibilità finanziaria ed altre indebitate le quali però con il loro brand sostengono l’intero sistema. Gli errori dal punto di vista delle valutazioni tecniche nella scelta dei calciatori è netta, la dirigenza (non la proprietà, ndr) ha sbagliato tutto.
Ricordandoci sempre che stiamo pur sempre parlando di pallone, che i veri problemi della società attuale ahimè sono altri, la serie A per il Lecce è un lusso, per tale va presa. Tutto il resto è un di più; l’importante è che non venga mai meno l’impegno per la maglia ed i tifosi da parte dei calciatori che scendono nel rettangolo verde di gioco.
Lottare ed onorare l’identità di questi colori è un dovere imprescindibile, il responso finale di questo campionato dovrà essere valutato con un obiettivo metodo di giudizio da parte di chi dovere.
Michele Giannotta
