“Li Ucci” erano lo storico gruppo salentino con base a Cutrofiano custode della tradizione popolare degli “stornelli”, canti di lavoro e di amore spesso improvvisati al ritmo del tamburello nel quale oltre ai fantastici musicisti come Pippi Luceri, Ugo Gorgoni, Giovanni Avantaggiato, Roberto Angelelli, Uccio Casarano, Uccio Melissano, spiccavano le voci di Uccio Aloisi e Uccio Bandello accompagnate dalla voce di Narduccio Vergaro.
Verso la fine degli anni ’80 un giovane tamburellista di Aradeo prende parte al gruppo de Li Ucci: il compianto Pino Zimba. La riscoperta della musica popolare portò il gruppo ad esibirsi anche al di fuori dei confini regionali in Italia e all’Estero.
Li Ucci: “Uomini della Terra”, contadini, gente che all’alba iniziava una lunga giornata per la sopravvivenza; una vita fatta di duro lavoro e spesso sofferenza che però è stata sempre legata a quell’allegria e quell’onestà che si riusciva a manifestare nelle serate con gli amici, nel lavoro dei campi e durante le feste di paese.
In un’epoca dove non esisteva la Tv e i giradischi non erano molto diffusi, il canto rappresentava per loro un’occasione per manifestare coraggio, dolore, amore, in maniera immediata.
Uccio Bandello: Classe 1917. Morto il 27 Giugno 1998. Contadino.

Uccio Aloisi è nato a Cutrofiano (Le) il 1 Ottobre 1928 e morto il 21 Ottobre 2010.*

La testimonianza di Giuseppe Cesari, componente del gruppo Cardisanti
Nella gran parte del Sud Italia, fino a pochi decenni fa, l’economia ruotava intorno alle produzioni agricole e il lavoro in campagna, dove ogni componente della famiglia, dal più anziano al più piccolo, dava il suo apporto. Il canto accompagnava il lavoro, lenendo la fatica.
l’ispirazione al canto di tanti Cutrofianesi, è nata proprio nelle campagne, dove i lavoratori stagionali venuti dai paesi vicini, ascoltavano le voci e ne davano testimonianza con i loro racconti.
Già da bambini Uccio Aloisi, Uccio Bandello, Narduccio Vergaro e tanti altri cantavano, cantavano sempre, cantavano per passione, per gioia, per amore.
Fino alla fine degli anni ’60, palcoscenico per i loro canti erano solo la campagna e il paese. Uccio Bandello e a volte Narduccio Veraro, esprimevano le loro qualità, nel coro parrocchiale. La loro passione per il cantoera tale, che bastava l’incontro casuale, di Uccio Aloisi con un altro cantore, per improvvisare un concerto, con conseguente richiamo di tanta gente.
Con gli anni ’70, il loro talento era apprezzato essenzialmente nelle manifestazioni locali e nelle “Feste dell’Unità”. Il loro canto, i suoni, il loro repertorio, che spaziava dai canti napoletani ai nazionalpopolari, dai canti in dialetto salentino alla pizzica, tamburo e voce, lasciavano al pubblico il gradevole gusto di aver assistito a qualcosa di unico, di autentico. Sempre negli anni 70. Accademici, ricercatori, studiosi etnomusicologi, si interessarono ai nostri cantori. Da menzionare l’incontro con Giorgio di Lecce del 1972, con cui nacque una collaborazione che porto gli Ucci nelle principali piazze d’Italia.
Grazie a Giorgio di Lecce i cantori di Cutrofiano collaborarono con Uccio Casarano , con Luigi Stifani e con Pino Zimba. Le radio libere e la TV locale “Telecce Barbano” accrebbero sempre di più la popolarità dei cantori di Cutrofiano.
Ormai era nato un vero gruppo, che aveva spontaneamente preso il nome “li Ucci”, il cui nucleo storico era costituito da Uccio Vergaro, Uccio Bandello e Uccio Aloisi e con tanti altri artisti che di volta in volta vi si affiancavano :
Oltre ad Uccio Casarano, Pino Zimba e Luigi Stifani, i Cutrofianesi Antonio Melissano , Giuseppe Luceri, Ugo Gorgoni, Luigi Gemma, Uccio Malerba; Giovanni Vantaggiato di Corigliano c’erano poi alcuni musicisti che non andavano a suonare sul palco, ma che erano sempre presenti nei loro raduni spontanei, Ninu e Pippi Perrone.
Erano un punto di riferimento per tutti coloro che amavano la musica tradizionale salentina autentica. Il successo, che li aveva loro malgrado investiti, non aveva intaccato il loro carattere, la loro semplicità, la loro spontaneità. La vita di tutti i giorni era sempre la stessa, non assumevano atteggiamenti da star, ma portavano sul palco la loro spontaneità, suonando e cantando come se stessero nei campi. Alcuni pensavano fosse trasgressione, invece era semplicemente il loro modo di essere e di suonare, era amore puro per la musica che per loro aveva solo un senso:dare voce e canto alla nostra terra.
Il gruppo crebbe notevolmente in notorietà e ormai si muoveva in maniera autonoma. Lo stile era sempre lo stesso. Le prove si facevano d’estate nella campagna di Narduccio Vergaro, alla “Cavallerizza”, mentre la moglie di Narduccio cuoceva pentoloni di pitteddhre alla pizzaiola da offrire a tutti i presenti, richiamati dalla intensità della melodia delcanto. D’inverno invece, il raduno quotidiano era dal barbiere, in Via Don Giuseppe Villani, nel centro storico del paese.
Lì si radunavano; chitarra, mandolino e tamburello stavano sempre nel salone, mentre ognuno dei tanti musicisti che accorreva portava il proprio strumento e a quel punto cominciava la festa. Ognuno aveva un approccio personale e dava il proprio contributo per rendere sempre originale e unico il suono.
All’inizio degli anni Ottanta Leonardo Vergaro rinunciò a partecipare a molte serate estive per non lasciare la famiglia, moglie e tre figlie in campagna sole di notte, però era sempre presente ai raduni spontanei e la sua casa rimase il posto preferito per le prove.
Gli anni ’80 e ’90 furono anni di intensa attività e furono anche gli anni in cui cominciarono ad arrivare importanti riconoscimenti. Nel 1986 Uccio Aloisi, Uccio Casarano e Luigi Stifani parteciparono a “Domenica in”, invitati da Pippo Baudo. La loro popolarità era ad altissimi livelli, di cui “li Ucci” non ebbero mai piena consapevolezza.
Con la morte nel 1998 di Uccio Bandello e con l’età che inesorabilmente lasciava il segno su tutti gli altri, il gruppo pian piano si sciolse.
Il 1998 fu l’anno della prima edizione della Notte della Taranta che fu dedicata a Uccio Bandello. La voce di Uccio Aloisi che intonava “Quandu te lavi la facce la matina” fece venire la pelle d’oca a mezza Italia, rese tutti noi giovani consapevoli che da quel momento cominciava un’altra storia, una storia innestata su un ceppo forte, dalle radici indissolubilmente piantate nella nostra terra, storia in cui si raccoglievano i frutti di quelle piante fatte crescere da chi c’era prima di noi.
“Li Ucci” hanno scritto pagine inedite nel mondo della musica popolare, hanno creato uno stile originale, unico, hanno inventato un nuovo approccio col pubblico e non hanno temuto di confrontarsi e dialogare musicalmente con star internazionali della musica.
Divertendosi e divertendo hanno esportato fuori dal Salento e dall’Italia la musica e la cultura ad essa sottesa, contribuendo a farla conoscere ed apprezzare e rendendola nello stesso tempo indimenticabile.
In questo modo, i contadini cantori di Cutrofiano, si sono resi essi stessi protagonisti inconsapevoli di una grande operazione culturale, se è vero che, come diceva un anonimo,: “Cultura è ciò che resta quando tutto il resto è dimenticato”.
Li Ucci Orkestra.
Nel 2013, in occasione della terza edizione de LI UCCI FESTIVAL, nasce “LI UCCI ORKESTRA”.
LI UCCI ORKESTRA, Con una concezione più di band che di orchestra, una vera band allargata, come viene definita, dove non esiste un maestro, ma si è tutti partecipi anche sugli arrangiamenti. Esistono delle linee guida da seguire, un repertorio che è fermo sui brani che Li Ucci portavano in giro nelle piazze e nelle feste in masseria.
La differenza è che a suonare questi brani non è più un gruppo di pochi elementi, ma un gruppo di musica popolare allargato a più di 20 elementi tra musicisti, cantanti e danzatori.
Li Ucci Orkestra utilizza strumenti della tradizione popolare (chitarre, tamburelli, fisarmonica, ecc) che incontrano quelli della tradizione bandistica (come basso tuba, tromba, trombone, flauto traverso, sax). Le due tradizioni musicali (quella del genere popolare legata anche al folk e quella bandistica) trovano sfogo e si fondono creando un’unica formazione, una vera band allargata.
Li Ucci Orkestra è formata da:
Batteria: MATTEO COPPOLA
Basso Elettrico: MARCO PALUMBO
Tamburi a Cornice: SERGIO PIZZA
Tamburi a Cornice: ANDREA STEFANIZZI
Tamburello e Ukelele: ALESSIO GIANNOTTA
Tamburello: MARCO GARRAPA
Tamburello: RICCARDO CORTESE
Chitarra: MARCO GIAFFREDA
Chitarra: FRANCESCA FALCONE
Mandola: GIACOMO CASCIARO
Violino: YLENIA GIAFFREDA
Violino: LUIGI MARRA
Fisarmonica: MARCO DELL’ANNA
Basso Tuba e Trombone: GIANMICHELE DE FILIPPO
Trombone: GIORGIO LAURIA
Tromba: SIMONE SCARPINA
Tromba: SIMONE STEFANIZZI
Sax: DARIO DOREMI
Sax: SALVATORE PASCA
Piano e Sequenze: GIGI RUSSO
Voce: ILARIA COSTANTINO
Voce: GIOVANNI PALMA
Referenti Organizzativi: ALESSIO GIANNOTTA, VITTORIO CHITTANO
Referenti Arrangiamenti: ANTONIO MELEGARI, GIGI RUSSO, ALESSIO GIANNOTTA, VITTORIO CHITTANO
Referenti Arrangiamenti Sezione Fiati: SIMONE STEFANIZZI
Collaborano con Li Ucci Orkestra: ALESSIO COLI’, MARCO VERARDO, STEFANO BLANCO, GIANLUCA MILANESE
Direttore Antonio Melegari
Nata nel 2011, a un anno dalla scomparsa di Uccio Aloisi, con l’intento di ricordare lo storico gruppo “Gli Ucci” e tutti i grandi cantori del Salento che hanno saputo tramandare i canti e le tradizioni popolari del territorio, il Festival omonimo quest’anno è arrivato alla sua quindicesima edizione, ideata e promossa da Sud Ethnic Aps, associazione fondata il 18 dicembre 2007 nella cittadina della ceramica.
Si parte domenica 31 agosto 2026 con una mostra fotografica, il riconoscimento cultura d’onore, una biciclettata che partirà alle 9:00 da Piazza Municipio con “Li Ucci in bicicletta – Nessuno escluso”, il tradizionale percorso tra cultura e natura, arricchito da musica e degustazioni degli “AssaggiUcci”. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Pro Loco e PlasticFree – che si occuperà della geolocalizzazione dei rifiuti lungo il tragitto – sarà resa ancora più inclusiva grazie all’associazione Abilmente Insieme, che permetterà la partecipazione di tutte e tutti anche tramite l’ausilio di bike-cargo per persone in carrozzina.
La rassegna avrà termine sabato 6 settembre 2026 sempre a Cutrofiano, con l’evento finale de” Li Ucci Festival” che avrà luogo nella masseria “L’Astore”
La giornata conclusiva vedrà la realizzazione di attività per tutta la famiglia, laboratorio di pizzica-pizzica, la musica di P40, Lecce Canta e Jonica Popolare Trio e il concerto-evento con l’esibizione de Li Ucci Orkestra e il dj set di Cesare Dell’Anna.
Sette giorni pieni di appuntamenti.
La quindicesima edizione del Festival vede il sostegno del Comune di Cutrofiano, la collaborazione con consiglio regionale della Puglia, Provincia di Lecce, Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, Istituto Diego Carpitella, Camera di Commercio di Lecce, Gal Isola Salento e altre realtà pubbliche e private, proporrà una settimana di arte, cultura, musica, enogastronomia e turismo.
Tra gli ospiti la cantautrice Dalila Spagnolo, i campani Terrasonora e la band salentina Zimba ca te passa, tre delle esperienze vincitrici nelle varie categorie del Premio Folk&World, il progetto Voci di Terra Nostra con un nuovo spettacolo in anteprima, Ghetto Child Sound System con le voci di Raffaella Aprile, Kavita Soni, Mr Bassie e le poesie di Doris D’Amico e Antonio Lizard.
Il logo del Festival è stato realizzato dall’agenzia di marketing & Comunicazione “Brand Studio” di Giancarlo Colazzo; dottore commercialista, ha riposto nel cassetto la propria laurea in Economia e Commercio per seguire le proprie passioni, ovvero la grafica creativa e la bike.

Nel marzo 2001 ha fondato a Cutrofiano l’agenzia che si occupa della creazione e promozione dei brand aziendali sia pubblici che privati.
Il suo è un marchio d’amore per la sua cittadina ed i suoi storici cantori.

