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E’ stata una Roubaix “italiana”, come non accadeva da tempo, con la splendida e sfortunata azione di Gianni Moscon e la stupenda vittoria di Sonny Colbrelli in volata davanti al belga Floraian Vermeersch e all’olandese Mathieu Van de Poel.

 

L’epilogo in volata, per nulla scontato dopo 258 km di percorso, 55 dei quali sul pavé, consegna all’Italia del ciclismo un uomo da classifiche di un giorno, capace di trovare nella piena maturità quella costanza di rendimento e prestazioni che molti intravedevano già ai suoi esordi nel professionismo.

 

L’Italia del ciclismo torna sul primo gradino del podio in un Monumento ad oltre due anni di distanza dalla vittoria di Alberto Bettiol al Fiandre, e a 22 anni di distanza dall’ultimo trionfo a Roubaix, con Andrea Tafi.

 

Entusiasta il presidente Cordiano Dagnoni, che ha così commentato: “Colbrelli merita tutto il successo che sta riscuotendo in questa stagione, perché è un ragazzo serio, che ha dimostrato grande professionalità, costanza e determinazione nel continuare a credere nelle proprie capacità, raccogliendo adesso il frutto del grande lavoro che fatto. Lo conosco sin da ragazzo e ne ho sempre apprezzato le qualità. E’ una pedina importante del nostro ciclismo e sta regalando grandi soddisfazioni ai tifosi. Continua per il ciclismo italiano questo anno fantastico. Un anno che non vorremmo finisse mai. Le classiche monumento rappresentano il momento più alto per il nostro sport ed anche se non in maglia azzurra la vittoria di un atleta italiano ci rende felici e inorgoglisce il nostro Paese.”.

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